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Fascicolo 2, Luglio 2018


«Riflettere sull’immigrazione, in fondo, significa interrogare lo Stato, i suoi fondamenti, i suoi meccanismi interni di strutturazione e di funzionamento. Interrogare lo Stato in questo modo, mediante l’immigrazione, significa in ultima analisi “denaturalizzare”, per così dire, ciò che viene considerato “naturale” e “ristoricizzare” lo Stato o ciò che nello Stato sembra colpito da amnesia, cioè significa ricordare le condizioni sociali e storiche della sua genesi. La “naturalizzazione” dello Stato, come la percepiamo in noi stessi, opera come se lo Stato fosse un dato immediato, come se fosse un oggetto dato di per sé, per natura, cioè eterno, affrancato da ogni determinazione esterna, indipendente da ogni considerazione storica, indipendente dalla storia e dalla propria storia, da cui si preferisce separarlo per sempre, anche se non si smette di elaborare e di raccontare questa storia. L’immigrazione – ed è questo il motivo per cui essa disturba – costringe a smascherare lo Stato, a smascherare il modo in cui lo pensiamo e in cui pensa se stesso».

(A. Sayad, La doppia assenza. Dalle illusioni dell’emigrato alle sofferenze dell’immigrato, prefazione di P. Bourdieu, ed. it. a cura di S. Palidda, Milano, Raffaello Cortina, 2002).

Editoriale

Un cambiamento effettivo nella regolazione dell’immigrazione in Italia?
La domanda è sempre importante, perché il diritto degli stranieri in ogni Stato è sottoposto a cambiamenti frequenti e repentini, derivanti dall’evoluzione del fenomeno migratorio e delle sue cause e da nuovi indirizzi politici; e le sue norme, in ogni Stato democratico-sociale, sono prodotte con un procedimento che contraddice il circuito democratico rappresentativo:

Commenti

Obbligo di solidarietà e perdita di valori. (Nota a sentenza Corte di giustizia UE, Grande Sezione, 6 settembre 2017, cause riunite C‑643/15 e C‑647/15, caso Repubblica slovacca e Ungheria c. Consiglio dell’Unione europea) , di Laura Rizza

L’articolo analizza la sentenza della Corte di giustizia, grande sezione, del 6 settembre2017, nelle cause riunite C- 643/15 e C- 647/15, caso Repubblica slovacca e Ungheria c. Consiglio dell’Unione europea......

 

Il Muslim Ban del Presidente Donald Trump al vaglio della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America,  di Livia Santoro

Nella sua prima settimana in carica, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha introdotto una serie di misure controverse in materia di immigrazione e protezione internazionale......

Rassegna di giurisprudenza europea: Corte europea dei diritti umani

Art. 3: Divieto di divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti1
Il caso X c. Svezia (Corte Edu, sentenza del 9.01.2018) riguarda un cittadino marocchino che, dopo aver ottenuto un titolo di soggiorno permanente per motivi familiari, veniva sospettato di avere legami con gruppi terroristici.

Corte di Giustizia dell'Unione europea

Rapporto tra titolo di soggiorno rilasciato da uno Stato Schengen e decisione di rimpatrio adottata da altro Stato contraente
Nel caso E (CGUE, 16.1.2018, C-240/17) la Corte di giustizia dell’Unione europea è stata chiamata a interpretare l’art. 25, par. 2, della Convenzione d’applicazione dell’accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell’Unione economica del Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese

Rassegna di giurisprudenza italiana: Allontanamento e trattenimento

La rassegna del numero 2 del 2018 prende in considerazione, senza pretesa di esaustività, gli orientamenti giurisprudenziali in materia di espulsione e trattenimento intervenuti nel primo quadrimestre del 20181.

Ammissione e soggiorno

Il reddito per il permesso di soggiorno
Le sentenze di seguito pubblicate affrontano ancora l’annosa e aperta questione del reddito che il cittadino straniero deve dimostrare per conseguire il rinnovo del permesso di soggiorno.

Asilo e protezione internazionale

LO STATUS DI RIFUGIATO
 
Appartenenza ad un particolare gruppo sociale
La Suprema Corte (ord. Sez. VI-I n. 2875/2018) – chiamata a decidere sul ricorso proposto da un cittadino del Gambia accusato di essere omosessuale dalle autorità statuali – ha ricordato che «la circostanza che l'omosessualità sia considerata come reato dall'ordinamento giuridico del Paese di provenienza costituisce una grave ingerenza nella vita privata dei cittadini omosessuali,

Famiglia e minori

FAMIGLIA
Matrimonio combinato e matrimonio di comodo
I matrimoni di comodo che sono ostativi di per sé al rilascio del visto di ingresso per ricongiungimento famigliare sono quelli contratti allo scopo esclusivo di consentire all’interessato di entrare e soggiornare nel territorio dello Stato. Deve trattarsi di matrimoni cui sia estraneo il fine, proprio del matrimonio, di porre le basi di un nuovo nucleo famigliare, mentre in presenza di tale fine, la presenza dell’ulteriore finalità dell’ingresso nel territorio non è ostativa al rilascio del visto.

Cittadinanza e apolidia

Nel periodo qui considerato – gennaio-aprile 2018 – accanto a pronunce ormai consuete in materia di acquisto della cittadinanza per matrimonio e per naturalizzazione (non ne emergono invece in materia di acquisto per elezione, ed è un buon segno) nonché di apolidia, deve essere segnalata una inconsueta pronuncia in tema di riconoscimento giudiziale della cittadinanza, la quale potrebbe aprire la via ad una serie di decisioni di eguale contenuto.

Non discriminazione

Nel corso dei primi mesi del 2018 i giudici sono nuovamente dovuti intervenire per affermare la diretta applicabilità dell’art. 12 della dir. 2011/98/UE con conseguente disapplicazione delle norme nazionali sulla base delle quali l’INPS rifiuta la erogazione delle prestazioni sociali.
Si segnala, inoltre, che la Corte Costituzionale è recentemente intervenuta con le sentenze n. 106 del 24.5.2018 e n. 107 del 25.5.2018 per affermare la natura discriminatoria del termine di residenza (rispettivamente di dieci e quindici anni) introdotto dalle leggi regionali della Liguria e del Veneto.

Penale

Negli ultimi mesi sono state pronunciate alcune importanti decisioni di merito riguardanti in particolare le condizioni dei centri di detenzione per migranti in Libia, e i limiti di liceità degli interventi di soccorso in mare fornito dalle ONG operanti nelle acque prospicienti la Libia.

Osservatorio italiano

Rassegna delle leggi, dei regolamenti e dei decreti statali
 
Riforma della disciplina dell’ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi e collocamento alla pari
Il decreto legislativo 11.5.2018 n. 71 (pubblicato in G.U. Serie Gen. n. 141 del 20.06.2018) recepisce la direttiva UE 2016/801 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’1.5.2016, relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi e collocamento alla pari.

Recensioni e materiali

Segnalazioni bibliografiche

Aimi A., La mancata punizione dei torturatori di Bolzaneto: una nuova macchia sulla “fedina convenzionale” dello Stato italiano, in Riv. it. dir. proc. pen., 2018, n.1.

Anafé, Aux frontières des vulnérabilités. Rapport d’observations dans les zones d’attente 2016-2017, marzo 2018, www.anafe.org.

Asgi, CILD, Indewatch, Hotspot e Centri di Permanenza per i Rimpatri. Violazioni dei diritti umani e dei diritti di difesa dei migranti, 2018, www.asgi.it.

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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