- Jacopo Di Giovanni, Guido Savio
Rassegna di giurisprudenza italiana: Allontanamento e trattenimento
In questo primo numero del 2026 della Rivista prendiamo in esame alcune decisioni della Corte di cassazione relative alla disciplina degli allontanamenti pubblicate negli ultimi mesi dello scorso anno che ci paiono di maggior interesse.
Espulsioni
Rifiuto di permesso di soggiorno e contestuale espulsione
L’ordinanza della prima sezione civile della Corte di cassazione n. 32605, pubblicata il 14.12.2025, affronta un tema finora sottaciuto nel panorama giurisprudenziale, ma di notevole rilevanza: la legittimità di disporre l’espulsione per irregolarità del soggiorno contestualmente alla notifica del rifiuto di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, ormai consentito a seguito dell’abrogazione del secondo comma dell’art. 12, d.p.r. 394/99 ad opera del c.d. “decreto Cutro” del 2023. Per ben comprendere di cosa si tratta è opportuno rammentare che il comma 1 dell’art. 12 cit. dispone che «salvo che debba disporsi il respingimento o l’espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera, quando il permesso di soggiorno è rifiutato il questore avvisa l’interessato, facendone menzione nel provvedimento di rifiuto, che, sussistendone i presupposti, si procederà nei suoi confronti per l’applicazione dell’espulsione di cui all’art. 13 del Testo unico». Il comma 2 prescriveva, all’uopo, che il questore invitasse lo straniero a lasciare il territorio dello Stato entro i successivi 15 giorni: era una disposizione di garanzia, quella dell’invito al volontario esodo, che consentiva al destinatario del rifiuto del titolo di soggiorno sia di evitare l’adozione di un provvedimento espulsivo ottemperando nel termine (mettendosi così al riparo dal divieto di reingresso), sia di proporre eventualmente gli opportuni mezzi d’impugnazione avverso il rigetto del permesso di soggiorno, prima di essere allontanato. Ebbene, tale disposizione è stata abrogata ad opera del d.l. 30/2023.