>

Fascicolo n. 2/2018

Obbligo solidarietà e perdita di valori (Nota a sentenza Corte di giustizia UE, Grande Sezione, 6 settembre 2017, cause riunite C 643/15 e C 647/15, caso Repubblica slovacca e Ungheria c. Consiglio dell’Unione europea)

di Laura Rizza

 

Abstract: L’articolo analizza la sentenza della Corte di giustizia, grande sezione, del 6 settembre 2017, nelle cause riunite C- 643/15 e C- 647/15, caso Repubblica slovacca e Ungheria c. Consiglio dell’Unione europea. Oggetto della causa è il ricorso adito ex art. 263 TFUE dai Paesi del Visegrad per l’annullamento della decisione sulla ricollocazione di 120 000 migranti aventi evidente bisogno di protezione internazionale dall’Italia e dalla Grecia verso gli altri Stati membri dell’Unione. Dunque, si tratta delle misure temporanee adottate nel settore della protezione internazionale a beneficio della Repubblica ellenica e della Repubblica italiana per far fronte all’emergenza migratoria del 2015. La sentenza pone due questioni di particolare interesse: a) la definizione di atto non legislativo delle misure temporanee adottate ex art. 78, par. 3 TFUE; b) la definizione del principio di solidarietà come meramente funzionale al governo delle politiche europee di asilo. Dall’analisi della sentenza ne è derivata, quindi, una riflessione sullo stato di salute del principio di solidarietà in Europa.

Abstract: The article analyzes the judgment of the Court of Justice (Grand Chamber) of 6 September 2017 in the joined Cases C-643/15 and C-647/15, the case Slovak Republic and Hungary c. Council of the European Union. Object of the case are the claims of the Visegrad countries for the annulment of the decision (decision (EU) 2015/1601) of the transfer of 120.000 people in clear need of international protection from Italy and Greece to the other Member State of the Union. Therefore, the provisional measures in the field of international protection for the benefit of the Hellenic Republic and the Italian Republic to cope with the migratory emergency of 2015 are taken into consideration. The judgment raises two particular issues: a) the definition of non-legislative act of provisional measures pursuant to art. 78, par. 3 TFEU; b) the defining of the principle of solidarity as a functional resource for the menagement of European asylum policies. Therefore, a reflection has been originated from the analysis of the judgment on the state of health of the principle of solidarity in Europe.

Il Muslim Ban del Presidente Donald Trump al vaglio della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America

di Livia Santoro

 

Abstract: Nella sua prima settimana in carica, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha introdotto una serie di misure controverse in materia di immigrazione e protezione internazionale. Tra le misure più preoccupanti spiccano quelle introdotte con l’ordine esecutivo n. 13769, il c.d. Muslim Ban 1.0, che ha disposto – per presunte ragioni di sicurezza nazionale – il divieto d’ingresso per 90 giorni nei confronti dei cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana e la sospensione per 120 giorni del programma di reinsediamento dei rifugiati negli Stati Uniti. L’ordine esecutivo n. 13769 e le sue successive versioni sono stati oggetto di contenzioso giudiziario e l’operatività degli stessi è stata sospesa in via cautelare dalle Corti federali di primo e secondo grado. Il contributo che segue si propone di analizzare i menzionati provvedimenti governativi e le prime decisioni delle Corti americane che ne hanno sospeso l’esecuzione per i profili di illegittimità costituzionale e/o di incompatibilità con la legge federale sull’immigrazione degli Stati Uniti. Nelle more della pubblicazione del presente articolo è intervenuta la sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato legittimo il decreto presidenziale del 24 Settembre 2017, il cd. Muslim Ban 3.0.

Abstract: In his first week in office, the President of the United States Donald Trump introduced several controversial immigration and international protection measures. Among the most concerning measures were those introduced through Executive Order no. 13769 (Muslim Ban 1.0), which prohibited - allegedly for reasons of national security - the entry of citizens from seven Muslim-majority countries for 90-days and suspended the U.S. refugee resettlement program for 120 days. The Executive Order no. 13769 and its subsequent versions have been precautionary blocked by U.S. federal Courts of first and second instance. This essay analyzes the aforementioned measures adopted by the Trump administration and the first decisions of the U.S. federal courts that suspended their execution due to constitutional illegitimacy or/and incompatibility with the U.S. federal law. Pending the publication of this essay, the Supreme Court has declared the legitimacy of the Muslim Ban version 3.0.

 

Cerca nel sito

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter
Please wait

Sito realizzato con il contributo della Fondazione "Carlo Maria Verardi"

© 2017-2018 Diritto, Immigrazione e Cittadinanza. Tutti i diritti riservati. ISSN 1972-4799
via delle Pandette 35, 50127 Firenze