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Fascicolo n. 3/2025

Dai Paesi (terzi) di origine sicuri a un Paese fondatore non più così sicuro del suo posto nel Diritto dell’Unione: riflessioni a margine di Corte di giustizia, sentenza 1° agosto 2025, cause riunite c-758/24 e c-759/24, Alace e Canpelli

di Bernardo Cortese

Abstract: Il contributo analizza la sentenza della Corte di giustizia nelle cause Alace e Canpelli. Dopo aver inquadrato la vicenda nel contesto del Protocollo Italia-Albania (par. 2) e i diversi profili di interesse dell'ordinanza di rinvio (par. 3), vengono esaminate le risposte della Corte ai quattro quesiti pregiudiziali (par. 4-7). Nel commentare l’argomentazione utilizzata dalla Corte per affermare il potere-dovere del giudice nazionale di disapplicare la normativa interna contrastante con la direttiva procedure e l’art. 47 CDFUE, ci si sofferma anche sulle critiche secondo cui la Corte non avrebbe riflettuto sulle usuali condizioni di quella disapplicazione (par. 4 e 5). È poi illustrato il percorso argomentativo che conduce ad affermare l'obbligo di rendere accessibili le fonti informative (par. 6) e a dichiarare l'inammissibilità designazione di un Paese sicuro con eccezione per intere categorie di persone (par. 7). Vengono poi valutate le prospettive aperte dalla sentenza, anche in relazione al nuovo regolamento (par. 8), e le implicazioni di sistema di un sindacato giurisdizionale diffuso, a fronte di critiche di dottrina (par. 9) e della politica italiana. Infine (par. 10) si critica la reazione politica alla sentenza come pericoloso rigetto dei valori europei.

Abstract: The author comments the CJEU judgment in the cases Alace and Canpelli. After framing the case in the context of the Italy-Albania Protocol (para. 2) and analyzing the referring court’s order (para. 3), the Court's responses to the four preliminary questions are examined (paras. 4-7). In commenting on the Court's reasoning to affirm the national judge's duty to disapply domestic legislation conflicting with the Asylum Procedures Directive and Article 47 Charter, the paper addresses criticisms that the Court did not justify its finding in light of the usual conditions for disapplication (paras. 4 and 5). The argumentative path leading the Court to affirm the obligation to make accessible the sources used for such designation is then illustrated (para. 6), as well as the one that leads the Court to declare that Member States cannot designate as safe a country where there are categories exposed to persecution (para. 7). The perspectives opened by the judgment are then evaluated, also in relation to the new Procedures Regulation (para. 8), as well as the systemic implications entailed by a judicial review entrusted in ordinary courts, harshly criticized by some in the academia (para. 9) and especially by Italian politics. The final part (para. 10) denounces the Italian political reaction to the judgment as a dangerous rejection of European values.

«La patria dei padri è la patria dei figli». Le conseguenze della riforma della cittadinanza sui minori nati all’estero e residenti in Italia

di Giulia Perin

Abstract: Il decreto-legge n. 36/2025, convertito con modificazioni dalla legge n. 74 del 2025, ha riformato la disciplina della cittadinanza italiana. Sinora l’attenzione degli interpreti si è concentrata sulle disposizioni che hanno circoscritto il principio della trasmissibilità della cittadinanza alla nascita senza limiti di generazioni. Il contributo si concentra su un diverso tema: le conseguenze della riforma per i minori nati all’estero e residenti in Italia. Prima dell’intervento del legislatore, la principale modalità con cui tali minori acquistavano la cittadinanza italiana era quella prevista dall’art. 14 legge n. 91/1992, che disciplina il cd. co-acquisto della cittadinanza da parte del minore insieme al genitore che si naturalizza. In seguito alla riforma, il numero di minori che riusciranno ad integrare i requisiti previsti da tale fattispecie si è notevolmente ridotto. Le possibili interpretazioni della nuova normativa e le criticità che emergono sul piano costituzionale sono oggetto di approfondimento.

Abstract: Decree-Law No. 36 of 2025, converted with amendments by Law No. 74 of 2025, has reformed the Italian Citizenship Act. So far, scholarly attention has focused on the provisions that have restricted the principle of citizenship transmission at birth without generational limits. This contribution focuses on a different issue: the consequences of the reform for minors born abroad and residing in Italy. Before the legislative intervention, the main mechanism through which such minors could acquire Italian citizenship during childhood was provided by Article 14 of Law No. 91 of 1992, which governs the so-called co-acquisition of citizenship by a minor upon the naturalization of a parent. Following the reform, the number of minors able to meet the requirements set forth by this provision has significantly decreased. The possible interpretations of the new legislation and the constitutional issues it raises are critically examined.

Clausola discrezionale e protezione complementare: i nuovi confini del sindacato del giudice nazionale dopo la pronuncia della prima sezione della Corte di cassazione n. 11713/2025

di Erika Colombo

Abstract: L’ordinanza n. 11713 del 2025 della Corte di cassazione offre una lettura innovativa del rapporto tra la clausola discrezionale prevista dall’art. 17, par. 1, del regolamento Dublino III e la disciplina interna della protezione complementare. Intervenendo nel solco del dibattito europeo e nazionale sul controllo giurisdizionale in materia di “trasferimenti Dublino”, la pronuncia contribuisce a ridefinire i confini entro cui il giudice può sindacare l’omesso esercizio della clausola di sovranità, configurando il diritto soggettivo al riconoscimento della protezione nazionale come possibile motivo ostativo al trasferimento e attribuendo al giudice il dovere di una valutazione aggiornata e complessiva delle circostanze del caso concreto, comprese le allegazioni del richiedente asilo e i fatti sopravvenuti. Il contributo si propone di evidenziare le implicazioni sistemiche dell’orientamento inaugurato dalla Suprema Corte, sottolineando la centralità della decisione nella prospettiva di bilanciare la tutela effettiva dei diritti fondamentali con il funzionamento del sistema europeo di riparto delle competenze in materia di asilo.

Abstract: Judgment No. 11713 of 2025 by the Italian Supreme Court provides an innovative interpretation of the interplay between the discretionary clause under Article 17(1) of the Dublin III Regulation and the national system of complementary protection. Situated within the broader European and national debate on judicial review of “Dublin transfers”, the ruling clarifies the limits of judicial assessment regarding the non-exercise of the sovereignty clause. It recognizes the individual right to national protection as a potential obstacle to transfer and requires judges to evaluate the case thoroughly, taking into account the asylum seeker’s claims and any subsequent developments. This article examines the systemic implications of the Supreme Court’s approach, highlighting the decision’s significance in balancing the effective protection of fundamental rights with the operational requirements of the European asylum allocation system.

Evoluzione o involuzione della protezione speciale e il diritto alla rinuncia della domanda di protezione internazionale

di Nicoletta Minafra

Abstract: Il contributo esamina la possibilità che il ricorrente, in sede di procedimento ex art. 35-bis d.lgs. n. 25/2008 proposto contro il provvedimento di diniego della domanda di protezione internazionale da parte delle Commissioni territoriali, consideri preliminarmente la domanda di protezione speciale, così invertendo l’ordine, o rinunci all’esame della domanda di protezione internazionale in favore di quella speciale. Il lavoro, pertanto, dopo aver ripercorso l’evoluzione della disciplina della protezione speciale, con particolare riguardo all’ultimo decennio, si sofferma sul rapporto tra le due forme di protezione e sull’utilità dell’inversione delle domande.

Abstract: The paper examines the possibility that the appellant against the outcome of the Territorial Commissions which denies the international protection (art. 35-bis of Legislative Decree n. 25/2008) will: 1) reverse the order of the claims to obtain protection, insisting first on the special protection; 2) renounce to the claim for greater international protection in favor of the special protection. The work, therefore, examines the evolution of the discipline of special protection, with particular regard to the last decade, and then focuses on the relationship between the two forms of protection and on the benefits of recognizing the aforementioned powers to the immigrant.

Di norme astratte e problemi concreti: breve commento alla sentenza della Corte costituzionale nel caso Ocean Viking

di Irini Papanicoloupoulu

Abstract: La sentenza della Corte costituzionale n. 101/2025 sul caso Ocean Viking, ha valutato la costituzionalità di alcune disposizioni del c.d. decreto Piantedosi, miranti a limitare le azioni delle organizzazioni non governative che operano soccorsi nel mare Mediterraneo. Nonostante la Corte abbia concluso che tali norme non sono in contrasto con il dettato costituzionale, la Corte ha subordinato tale valutazione al rispetto del diritto internazionale, in particolare le norme in materia di soccorso in mare e divieto di tortura e refoulement. Questo breve commento illustra i punti principali della sentenza e fornisce alcuni commenti iniziali su aspetti particolarmente rilevanti per la tutela dei diritti umani e il rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia.

Abstract: The judgement by the (Italian) Constitutional Court n. 101/2025, in the case concerning the vessel Ocean Viking has evaluated the constitutionality of some provisions of the so-called “decreto Piantedosi”, which aimed at restricting the actions of non-governmental organisations operating rescues in the Mediterranean Sea. Notwithstanding its conclusion that these provisions do not violate the Constitution of Italy, the Court has nonetheless underscored how such a conclusion is conditional upon respecting international law, first and foremost the rules concerning rescue at sea and the prohibition of torture and refoulement. This brief commentary illustrates the main elements of the judgment and provides some initial considerations on aspect that are of particular relevance for the protection of human rights and the compliance with the international obligations of Italy.

Diritto all’istruzione: il caso dei minori stranieri non accompagnati

di Gianluca Trenta

Abstract: Il contributo analizza le modalità di concreta attuazione del diritto all’istruzione dei minori stranieri non accompagnati, soggetti particolarmente vulnerabili per l’assenza di riferimenti familiari e affidati all’istituzione scolastica e ai tutori volontari. L’indagine evidenzia il divario tra il riconoscimento formale del diritto e la sua realizzazione operativa, spesso caratterizzata da disfunzioni, disomogeneità territoriali e ritardi applicativi. Particolare rilievo è attribuito agli effetti della regionalizzazione dell’istruzione, che accentua le disparità nell’accesso ai percorsi scolastici. Lo studio intende mettere in luce le principali criticità sistemiche e prospettare possibili interventi per rafforzare la coerenza e l’efficacia delle tutele riconosciute ai minori stranieri non accompagnati nell’ambito educativo.

Abstract: This paper examines the practical implementation of the right to education for unaccompanied foreign minors, a particularly vulnerable group due to the absence of family support and their reliance on the educational system and voluntary guardians. The analysis highlights the gap between the formal recognition of the right and its operational realization, often marked by dysfunctions, territorial disparities, and implementation delays. Particular attention is given to the effects of the regionalization of education, which exacerbates inequalities in access to schooling. The study aims to identify the main systemic challenges and suggest possible measures to enhance the coherence and effectiveness of the protections afforded to unaccompanied foreign minors within the educational context.

Incostituzionalità accertata e non dichiarata: che fare? Note a margine della sentenza n. 96/2025 della Corte costituzionale

di Guido Savio

Abstract: La sentenza n. 96/2025 della Corte costituzionale, pubblicata il 3 luglio scorso, ha accertato l'illegittimità dell'art. 14, co. 2, d.lgs. 286/98, nella parte in cui non disciplina con fonte primaria i «modi» della detenzione nei Centri di permanenza per il rimpatrio, in palese contrasto con la riserva assoluta di legge posta dall’art. 13, co. 2, Cost. Tuttavia, la Consulta ha ritenuto che spetti al legislatore porre rimedio a tale vulnus e, quindi, ha dichiarato l’inammissibilità delle questioni sollevate. L’analisi che segue, lasciando in disparte valutazioni relative alle tecniche decisorie della Corte, si propone di affrontare le conseguenze pratiche della decisione per gli operatori del diritto che, quotidianamente, debbono applicare una norma la cui incostituzionalità è pacificamente accertata, ma non dichiarata: disapplicazione, riproposizione della questione o acquiescenza allo stato delle cose?

Abstract: In its Judgment No. 96/2025, delivered on 3 July 2025, the Italian Constitutional Court ascertained the unconstitutionality of Article 14(2) of Legislative Decree No. 286/1998, insofar as it fails to regulate – through primary legislation – the modalities of detention in Repatriation Detention Centres (Centri di permanenza per il rimpatrio, CPRs). This legislative omission was held to contravene the absolute statutory reserve prescribed by Article 13(2) of the Italian Constitution. Nevertheless, the Court maintained that it is for Parliament to address this constitutional deficiency and therefore declared inadmissible the questions brought before it. Leaving aside considerations concerning the Court’s adjudicative methodology, this article seeks to analyse the practical implications of the ruling for legal practitioners who are daily confronted with the application of a statutory provision whose unconstitutionality has been clearly recognised, though not formally declared. Should such a provision be disapplied, should the constitutional question be re-submitted, or should practitioners acquiesce in the present state of the law?

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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