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Fascicolo n. 2/2022

Acquisto della cittadinanza per naturalizzazione e questioni di giurisdizione: alla ricerca della legalità sopita

di Chiara Cudia

 

Abstract: L’analisi muove dal problema del riparto di giurisdizione con riferimento ai provvedimenti di concessione della cittadinanza per naturalizzazione dello straniero che risieda legalmente nel territorio della Repubblica da almeno dieci anni. Le relative controversie, secondo un orientamento consolidato, rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo. Tale indirizzo è di stimolo a una riflessione più generale non solo in relazione alla preferenza per una giurisdizione piuttosto che per un’altra, quanto in riferimento agli argomenti utilizzati per affermare la sussistenza della giurisdizione amministrativa. In difetto di una espressa scelta del legislatore, alla luce della disciplina positiva della cittadinanza e di alcuni principi fondanti, non sembrano sussistere elementi sufficienti per riconoscere rilevanza concreta (con riferimento cioè a ciascuna, puntuale, decisione) all’interesse pubblico: da qui, la decisione sull’attribuzione della cittadinanza per naturalizzazione non può dirsi connotata da discrezionalità in senso proprio. Questo elemento, tirando il filo fino in fondo, può produrre effetti anche in punto di articolazione delle situazioni soggettive e di riparto di giurisdizione. Tuttavia, il distacco della decisione sulla cittadinanza dall’interesse pubblico appare in sé decisivo rispetto all’attuazione dei principi di legalità e giustiziabilità.

Abstract: The work moves from the analysis of jurisdiction issues with regard to the measures granting citizenship by naturalisation to the foreigners who have been living as residents in the Republic for at least ten years. According to a consolidated orientation, the relative disputes fall under the jurisdiction of the administrative judge. This setting stimulates a more general reflection not only in relation to the preference for one jurisdiction rather than another, but with reference to the arguments used by the judges to ground the existence of the administrative jurisdiction. Giving that there is not an express legislative option and considering the legislation on citizenship and certain fundamental principles, there is no space for recognizing a specific and concrete relevance to the public interest in individual decisions on citizenship: hence, those decisions cannot be said to be characterised by discretion in the proper sense. This element, pulling the thread all the way through, may also produce effects on the articulation of subjective situations and on the division of jurisdictions. However, the detachment of the decision on citizenship from the public interest is in itself decisive with regard to the implementation of the principles of legality and justice.

La valutazione dell’intensità degli scontri ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria «lettera c»

di Antonio Guerrieri

 

Abstract: Il saggio esamina la fattispecie di protezione prevista dall’art. 15, lett. c), direttiva UE 2004/83 (art. 14, comma 1, lett. c), d.lgs. 251/2007) dal punto di vista, teorico-pratico, della raccolta e analisi delle informazioni da utilizzare per il suo riconoscimento. Si è cercato, in particolare, di indagare il tema della determinazione dell’intensità della violenza prodotta dal conflitto armato, attesa la sua centralità nel quadro delle valutazioni demandate all’autorità decidente. Nel far questo si è evidenziata la necessità di ricorrere a dati sia quantitativi che qualitativi, nonché l’utilità del diritto internazionale umanitario, apparentemente finalizzato a obiettivi del tutto eterogenei rispetto alla protezione internazionale di diritto UE.

Abstract: This essay examines the type of protection provided for by art. 15, lett. c), EU Directive 2004/83 (article 14, paragraph 1, letter c), Legislative Decree 251/2007) from the theoretical and practical perspective of collection and analysis of the information to be used for its recognition. In particular, we tried to investigate the issue of determining the intensity of the violence produced by the armed conflict, given its centrality for the assessment carried out by the deciding authority. In doing this, we highlighted both the need to use quantitative as well as qualitative data and the usefulness of international humanitarian law for the (apparently completely different) purposes of international protection under EU law.

Quali vie di ingresso legale per i richiedenti protezione in Europa? Contesto europeo e costituzionale

di Cecilia Siccardi

 

Abstract: L’articolo intende svolgere una ricognizione delle misure di ingresso protetto in Europa. A tal fine, lo scritto è suddiviso in tre parti volte ad analizzare: le vie di ingresso protetto promosse dall’UE, come i reinsediamenti e i visti umanitari (Parte I); le misure previste nell’ordinamento interno, come i corridoi umanitari (Parte II); le iniziative introdotte da alcuni Stati membri, in particolare da Francia, Spagna e Germania (Parte III). Nell’analisi si vuole porre l’attenzione sugli aspetti positivi e sulle criticità di tali misure, soprattutto alla luce dell’emergenze umanitarie più recenti in Afghanistan e Ucraina.

Abstract: The paper provides an overview of protected entry procedures in Europe. To this end, the paper is divided into three parts aimed at analyzing: the protected procedures promoted by the EU, such as resettlement and humanitarian visas (Part I); the measures foreseen in national legal system, such as humanitarian corridors (Part II); the procedures introduced by some Member States, in particular France, Spain and Germany (Part III). The analysis will focus on the positive and critical aspects of these measures, especially in the light of the most recent humanitarian emergencies in Afghanistan and Ukraine.

Quale ruolo degli attori pubblici nella sponsorship privata dei rifugiati? Una riflessione sull’esperienza italiana alla luce di quella canadese

di Luca Galli

 

Abstract: Il presente articolo si concentra su alcune ipotesi di private sponsorship, meccanismo di accesso legale ai paesi di accoglienza in favore dei migranti umanitari. In particolare, si procede a un raffronto tra il modello italiano dei c.d. «Corridoi umanitari», ancora in fase embrionale, e l’attuale PSR Program canadese, frutto invece di un’esperienza ultra-quarantennale. Tale analisi – incentrata attorno alla fase “interna” dei meccanismi di ricollocamento, accoglienza e integrazione – dimostra l’importanza del fatto che l’iniziativa privata sia inserita nell’ambito di un completo quadro normativo e sia accompagnata da un irrinunciabile ruolo di vigilanza e regolazione delle pubbliche amministrazioni, indispensabile per il corretto soddisfacimento tanto degli interessi pubblici, quanto dei diritti fondamentali dei migranti coinvolti in queste circostanze.

Abstract: This article focuses on some hypotheses of private sponsorship, one of the existing complementary pathways for migrants’ admission to third countries. More precisely, the research analyses the Italian model of the so-called «Humanitarian Corridors», still in its early stages, and the current Canadian PSR Program, which is instead the result of more than 40 years’ experience. The comparison between these two models – mainly aimed at the “internal” phase of these relocation, reception and integration mechanisms – demonstrates the relevance of private initiative being framed within a comprehensive regulatory framework. The introduction of supervisory and regulatory roles for the public administrations is equally essential, being needed for the proper satisfaction of both public interests and migrants’ fundamental rights, both at stake in these circumstances.

Le procedure autorizzatorie pre-ingresso dei cittadini extraUE: quale giusto procedimento?

di Giulia Del Turco

 

Abstract: Muovendo dall’analisi del quadro normativo e della prassi applicativa, il contributo indaga sul concreto atteggiarsi del due process amministrativo nei procedimenti volti al rilascio delle autorizzazioni per l’ingresso nell’area Schengen: il visto d’ingresso e la nuova autorizzazione elettronica ETIAS per i viaggiatori esenti visto. L’obiettivo è evidenziare il peculiare equilibrio definito, nell’ambito di tali procedure, tra le garanzie procedurali, l’efficienza decisionale e la tutela delle esigenze di sicurezza e ordine pubblico.

Abstract: Building on the analysis of the relevant legal framework and practice, this contribution examines the scope of the principle of administrative due process in the procedures aimed at issuing authorizations for entry into the Schengen area: the entry visa and the new electronic authorization ETIAS for visa-free travelers. The aim is to highlight the balance established within these procedures between procedural guarantees, decision-making efficiency and the protection of security and public order.

L’eguaglianza alla prova delle migrazioni: la giurisprudenza costituzionale sulle prestazioni sociali a favore degli stranieri residenti

di Erik Longo

 

Abstract: Il saggio analizza la giurisprudenza costituzionale recente in materia di prestazioni sociali a favore degli immigrati mettendo in luce tre diversi ambiti nei quali il sindacato di costituzionalità ha portato a un ampliamento della tutela degli stranieri residenti in Italia. Il primo relativo alle prestazioni sociali disciplinate nella legislazione regionale nel quale la Consulta ha dato avvio al proprio sindacato di eguaglianza-ragionevolezza. Il secondo passaggio è legato alle prestazioni sociali stabilite a livello nazionale di natura previdenziale, dove si è assistito all’arricchimento del parametro, grazie al riferimento alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di Giustizia UE e sulla eguaglianza e non discriminazione. Il terzo passaggio si contraddistingue per una giurisprudenza che per riconoscere il diritto alle prestazioni sociali agli stranieri sfrutta il recedente indirizzo teso al riaccentramento del sindacato sui diritti fondamentali e la rinnovata collaborazione con la Corte di Giustizia dell’Unione europea e i giudici comuni. Il saggio si chiude con alcune considerazioni sul destino del rapporto tra cittadinanza e diritti sociali.

Abstract: The article analyses the recent decisions of the Italian Constitutional Court regarding social benefits in favor of migrants. It highlights three passages of the Constitutional Court’s doctrine. The first relates to the regional legislation providing social benefits in which the Court initiated the equality-reasonableness review. The second step is linked to the social benefits established by the welfare state and the enrichment of the parameter with the reference to the jurisprudence of both the European Court of Human Rights and the EU Court of Justice on equality and not discrimination. The third step is characterized by rulings which, in order to recognize the right to social benefits for foreigners, take advantage of the new constitutional decisions aimed at re-centralizing the review on fundamental rights and the renewed collaboration with the Court of Justice of the European Union and ordinary judges. The article ends with an argument on the fortune of the relationship between citizenship and social rights.

False dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza: profili di illegittimità del requisito soggettivo della residenza decennale in Italia per ottenere il beneficio e conseguenze in sede penale

di Patrizia Brambilla

 

Abstract: Il contributo prende in analisi le fattispecie contenute nell’art. 7 del d.l. n. 4/2019, che sanzionano le false dichiarazioni o omissioni di informazioni dovute, poste in essere dal percettore del reddito di cittadinanza, prendendo le mosse dall’analisi dei requisiti richiesti ex lege per l’ottenimento del sussidio. Ci si soffermerà, in particolare, sul requisito soggettivo della residenza decennale in Italia, necessario ai fini dell’ottenimento del beneficio economico, rispetto a cui sono stati sollevati dubbi di legittimità costituzionale. Ci si interrogherà, quindi, sui possibili effetti, in relazione ai procedimenti penali pendenti, conseguenti ad un’eventuale abrogazione e/o dichiarazione di illegittimità costituzionale del requisito soggettivo, anche alla luce del recente contrasto giurisprudenziale sorto in merito all’individuazione del mendacio penalmente rilevante ai sensi dell’art. 7 citato.

Abstract: The article analyses the offences contained in Art. 7 of Decree Law No. 4/2019, that punishes false declarations made by universal basic income recipients. The discussion starts from the analysis of the legal requirements for obtaining the economic aid, especially taking into consideration the subjective one of ten-year residence in Italy, which presents profiles of illegitimacy. The effects on pending criminal proceedings resulting from a possible repeal or declaration of constitutional illegality of the subjective requirement will therefore be questioned, also considering the case law dispute on the identification of false conducts criminally relevant pursuant to art. 7 cited.

Il principio di non punibilità delle vittime di tratta. Sfida per l’effettività dei diritti e logica dell’intervento penale

di David Mancini

 

Abstract: L’articolo è diretto ad affrontare il tema dell’effettiva applicazione del principio di non punibilità delle vittime di tratta per i reati da loro commessi quale conseguenza diretta della loro condizione. Il principio è regolato della legislazione internazionale in materia di tratta degli esseri umani che ne demanda agli Stati la declinazione normativa. La sentenza della Corte EDU V.C.L. e A.N. c. UK ha acceso un dibattito già fervente in molti Paesi. L’analisi comparativa illustra le problematiche applicative e le soluzioni adottate e introduce allo scenario italiano, dove la soluzione si muove tra la risposta generale dello «stato di necessità» e la possibile introduzione di una nuova norma basata su ragioni di politica criminale. In ogni caso, si deve acquisire consapevolezza della necessità di un approccio olistico, poiché per conferire effettività al principio di non punibilità è strettamente necessario garantire una precoce identificazione e protezione delle vittime trafficate.

Abstract: The article is aimed at addressing the issue of the effective application of the non-punishment principle of victims of human trafficking for offences committed as a direct consequence of their condition. The principle is provided by international legal framework on human trafficking which leaves its application to the States. The ECHR decision V.C.L. and A.N. v. UK sparked an already intensive debate in many Countries. The comparative analysis highlights the internal issues and the adopted solutions and introduces to the Italian scenario, where the remedies move between the general response of the «state of necessity» and the possible introduction of a new rule inspired on criminal policy reasons. In any case, it is necessary to increase awareness on the need for a holistic approach, since in order to make the non-punishment principle effective, it is strictly necessary to guarantee an early identification and protection of trafficked victims.

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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