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Fascicolo n.3/2021

Reflections on human rights law as suitable instrument of complementary protection applicable to environmental migration

by Susanna Villani

 

Abstract: The impact of climate change and environmental degradation may result in large groups of people being forced to be displaced within their countries or abroad to avoid physical harm, health problems or, ultimately, loss of life. The work outlines the recent trends of how international law guarantees the protection of environmental migrants by stressing the role of human rights law as a suitable form of complementary protection applicable to environmental migration. By moving towards judicial protection, the analysis places environmental migration within the «climate change litigation» phenomenon as a starting point for an evaluation of the decision taken by the UN Committee on Human Rights in the Teitiota v. New Zealand case as well as of the recent caselaw of some European domestic courts that have recognised for their part the need to broaden the forms of national protection in favour of environmental migrants.

Abstract: Gli effetti del cambiamento climatico e del degrado ambientale possono comportare per taluni individui la necessità di migrare dando così concretezza al fenomeno della cd. migrazione ambientale. Il lavoro intende delineare le recenti tendenze del diritto internazionale per garantire la protezione ai migranti ambientali, sottolineando il ruolo del diritto dei diritti umani come forma adeguata di protezione complementare applicabile alla migrazione ambientale. L’analisi pone poi la migrazione ambientale all’interno del «contenzioso sul cambiamento climatico» come punto di partenza per una valutazione sulla decisione adottata dal Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani nella causa Teitiota c. Nuova Zelanda nonché sulla recente giurisprudenza di alcuni tribunali nazionali europei che hanno riconosciuto, da parte loro, la necessità di ampliare le forme di protezione a favore dei migranti ambientali.

Il principio di non refoulement ai tempi del Covid-19

di Maura Marchegiani

 

Abstract: Le misure restrittive agli ingressi e di controllo delle frontiere, adottate dagli Stati per la gestione dell’attuale pandemia e per il contenimento delle sue conseguenze, incidono in modo significativo sulla tutela dei diritti fondamentali dei migranti, con particolare riferimento ai richiedenti asilo e protezione internazionale, che rappresentano una categoria particolarmente vulnerabile di individui in movimento. L’eccezionalità dell’emergenza sanitaria che stiamo attraversando non incide tuttavia sul carattere inderogabile di un nucleo fondamentale di norme poste a tutela di ogni individuo, indipendentemente da nazionalità, condizione giuridica, esistenza di un titolo di viaggio o di soggiorno e trovano applicazione non solo all’interno del territorio, ma anche nelle zone di frontiera e in qualsiasi altro luogo e spazio sottoposti al controllo effettivo di uno Stato. Nell’ambito di questo nucleo ristretto di norme, un rilievo centrale è assunto dal principio di non refoulement, al cui approfondimento è specificamente dedicato questo breve contributo, che si prefigge di analizzare come presupposti, caratteristiche e limiti di un simile principio rischino di subire smottamenti o contemperamenti in un contesto di crisi o emergenza sanitaria, al fine ultimo di verificare se e in che misura l’avvento dell’attuale pandemia rappresenti una condizione idonea ad incidere sul carattere assoluto e inderogabile del divieto di respingimento.

Abstract: Restrictions adopted by States to manage and to contain the current pandemic have a significant impact on the protection of the fundamental rights of migrants, and in particular to asylum and international protection seekers. However, the exceptional nature of the health emergency we are experiencing does not affect the mandatory nature of a fundamental core of rules, including the principle of non refoulement, which assumes a central importance in this context. This brief contribution is specifically dedicated to the analysis of the assumptions, characteristics and limits of this principle, in order to verify whether and to what extent the advent of the current pandemic represents a suitable condition to affect the absolute and mandatory nature of the ban of refoulement.

Le zone di transito aeroportuali: definizione, funzionamento e criticità alla luce della prassi

di Annapaola Ammirati, Valeria Capezio, Giulia Crescini, Adelaide Massimi

 

Abstract: L’articolo fornisce un’analisi delle prassi illegittime perpetrate dalle autorità di frontiera nelle zone di transito, attraverso una ricognizione della giurisprudenza internazionale, europea e interna in merito alle misure privative della libertà personale attuate al fine di gestire e contenere il flusso migratorio in ingresso. Nel contesto italiano, i confini giuridici dell’agire amministrativo in frontiera, di cui si fornirà una panoramica, appaiono spesso superati a detrimento dei diritti fondamentali dei cittadini stranieri, primo fra tutti il diritto di asilo. Complici del quadro restituito sono, in particolare, la condizione di isolamento e la limitata accessibilità dall’esterno delle zone di transito, dovute ed esasperate dalla finzione di non ingresso e dal concetto di extraterritorialità e di area sterile. Nelle note conclusive, si è reso anche necessario un breve riferimento al Nuovo patto su migrazione e asilo che, ad una prima analisi, appare orientato alla formalizzazione e all’implementazione delle prassi sperimentate in frontiera.

Abstract: The article aims to provide a picture and an analysis of the illegal practices perpetrated by border authorities in transit areas, also through the interpretation provided by international, European and domestic case law on measures of deprivation of liberty, implemented in order to manage and contain the flow of incoming migrants. In the Italian context, the legal boundaries of administrative action at the border, of which an overview will be provided, often appear to be exceeded to the detriment of the fundamental rights of foreign citizens, first of all the right to asylum. Accomplices of this picture are, in particular, the condition of isolation and the limited accessibility from the outside of the transit zones, due and exasperated by the fiction of non-entry and by the concept of extraterritoriality and sterile area. In the concluding notes, it was also necessary to make a brief reference to the New European Pact which, on a first analysis, appears to be oriented towards the formalisation and implementation of the practices tested at the border.

Dalla teoria alla pratica: il patrocinio a spese dello Stato come diritto sociale degli stranieri

di Antonello Ciervo

 

Abstract: Il saggio analizza l’istituto giuridico del patrocinio a spese dello Stato come diritto sociale, sia con riferimento ai principi costituzionali che reggono la materia, sia alla luce della prassi. In particolare, l’analisi si sviluppa a partire dalla giurisprudenza costituzionale più recente, in una prospettiva diacronica, alla luce dell’evoluzione legislativa, con particolare riferimento al Testo Unico delle Spese di Giustizia (TUSG). Infine, il saggio si sofferma sulle più recenti proposte di riforma e sulla sentenza n. 157/2021 della Corte costituzionale.

Abstract: The essay analyzes the institution of legal aid as a social right with reference to the constitutional principles and in the light of practice. In particular, the analysis is developed on the level of the most recent constitutional jurisprudence, and on the diachronic level, in light of the legislative evolution of the matter. Finally, the essay focuses on the most recent documents for the reform of the civil process and on the recent sentence no. 157/2021 of the Constitutional Court.

I meccanismi di regolarizzazione permanente in Europa: una prospettiva comparativa

di Maria Chiara Locchi

 

Abstract: La crisi sociale ed economica innescata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 ha riportato al centro dell’attenzione del dibattito politico e accademico il tema delle misure nazionali di regolarizzazione degli stranieri presenti sul territorio senza un valido titolo di soggiorno. Si tratta di una questione particolarmente complessa e controversa, rispetto alla quale ci si propone qui di ricostruire sinteticamente il ruolo delle istituzioni sovranazionali (Unione europea e Consiglio d’Europa), di fornire una nozione convenzionale di regolarizzazione a partire dallo studio delle misure adottate dai Paesi europei e di classificare tali misure alla luce di una pluralità di parametri. L’articolo, in particolare, si concentra sui meccanismi di regolarizzazione permanente, ovvero quelle misure volte a riconoscere al singolo straniero irregolarmente presente sul territorio uno status legale in via ordinaria sulla base di esigenze di protezione umanitaria o del riconoscimento di uno stato di fatto (caratterizzato, ad esempio, dallo svolgimento di un’attività lavorativa, dalla residenza di lunga durata e dall’integrazione nella società ospitante). Rispetto a questa seconda tipologia di meccanismi di regolarizzazione si propone infine l’analisi comparativa di quattro casi di studio (Germania, Francia, Spagna e Portogallo), allo scopo di riflettere sulla regolarizzazione quale strumento utile a riconnettere il diritto alla realtà dei fenomeni sociali.

Abstract: The social and economic crisis triggered by the Covid-19 health emergency has brought the topic of national measures of undocumented migrants’ regularization back into both the political and scholarly debate. It is a highly complex and controversial issue, which will be addressed by mentioning the role of supranational institutions (namely the European Union and the Council of Europe), providing a conventional notion of regularization based on the study of European national measures and to classifying these measures in the light of multiple parameters. The article, in particular, focuses on permanent regularization mechanisms, namely those measures aimed at ordinarily granting a legal status to irregular migrants on the basis of humanitarian protection or the acknowledgment of a fact (such as a job, long-term residence and integration into the host society). With respect to the second category of regularization mechanisms, four case studies (Germany, France, Spain and Portugal) will be finally compared in order to reflect on regularization as a useful tool to reconnect the law to the reality of social phenomena.

«Neanche per andare al bagno riuscivo a comunicare» – Potersi esprimere ed essere ascoltati: un’indagine pilota tra i minori stranieri non accompagnati

di Amalia Amato e Gabriele Mack

 

Abstract: La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo garantisce a ogni minorenne il «diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricercare, di ricevere e di divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con ogni altro mezzo a scelta del fanciullo». Può sembrare ovvio, ma questi diritti possono essere esercitati solo se i bambini e le bambine li conoscono, li comprendono e vengono messi in condizione di comunicare il loro punto di vista in modo efficace. Per i minori allofoni, questo presuppone nella maggior parte dei casi l’intervento di una persona che fa da tramite con l’interlocutore che non conosce la lingua del minore straniero accompagnato e non. Ma quali sono i bisogni comunicativi di questo gruppo di soggetti particolarmente vulnerabili, e come vengono soddisfatti dall’attuale sistema di accoglienza? Un’indagine pilota condotta mediante interviste ha tentato di abbozzare una prima risposta a questa domanda.

Abstract: The UN Convention on the Rights of the Child guarantees every child «the right to freedom of expression; this right shall include freedom to seek, receive and impart information and ideas of all kinds, regardless of frontiers, either orally, in writing or in print, in the form of art, or through any other media of the child’s choice». Though it may seem obvious, these rights can only be enjoyed if children know about and understand them and can communicate their views effectively. In most cases migrant children – both accompanied and unaccompanied – who do not speak the language of the country, need the assistance of a person to help them communicate with interlocutors who do not know their native language. But what are the communication needs of this particularly vulnerable group, and how are they met by the current reception system in Italy? This pilot survey conducted through interviews attempts to sketch a first answer to this question.

Stranieri che partecipano

di Tommaso Bertazzo

 

Abstract: Intento di questo contributo è quello di indagare le diverse forme di partecipazione e la rappresentanza politica a livello locale degli stranieri presenti in Italia. Mancando di statistiche ufficiali cui potersi rivolgere, la ricerca si apre con una ricognizione quantitativo-statistica del fenomeno attraverso l’analisi degli statuti dei 725 Comuni italiani al di sopra dei 15.000 abitanti. È in seguito ricostruita la distribuzione degli istituti rilevati sul territorio nazionale. All’indagine statistica segue un approfondimento qualitativo con l’analisi di studi di caso concentrati in due contesti regionali, apparsi, dalle nostre verifiche, particolarmente significativi: Emilia Romagna e Marche. Questa seconda parte ha permesso di dare dunque spazio e raccogliere le rappresentazioni che gli stessi protagonisti avevano delle realtà politiche studiate. Si è cercato, in conclusione, di comprendere quanto queste forme di rappresentanza politica possano ancora rappresentare l’unica via alla partecipazione politica per uno strato sempre più importante della popolazione nazionale.

Abstract: Aim of the study is to investigate the different forms of participation and political representation at the local level of migrants present in Italy. Lacking official statistics, the research opens with a quantitative-statistical survey of the phenomenon through the analysis of the statutes of the 725 Italian municipalities over 15,000 inhabitants. During a second stage, we’ll describe the distribution of the phenomenon on the national territory. The statistical survey is followed by a qualitative analysis with the deepening of case studies concentrated in two regional contexts, which appeared, from our analysis, to be particularly significant: Emilia Romagna and Marche. This second part of the study allowed us to give space and collect the representations that the protagonists themselves had of the political realities studied. In conclusion, we will try to understand how these forms of political representation can still represent the only way to political participation for an increasingly important slice of the national population.

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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