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Fascicolo n. 3/2017

Immigrazione irregolare via mare, tutela della vita umana e organizzazioni non governative

di Irini Papanicolopulu

 

Abstract: Le operazioni di ricerca e soccorso condotte da organizzazioni non governative (ONG) hanno contribuito in maniera significativa a prevenire le morti in mare di migranti irregolari che attraversano il Mediterraneo. A fronte di tale impegno, tuttavia, il diritto internazionale regola la materia solo attraverso norme generali, che non sono state pensate per questo tipo di situazione. L’articolo ricostruisce le norme esistenti applicabili alle operazioni di ricerca e soccorso in mare e valuta la loro capacità di applicarsi ai casi di ricerca e soccorso di migranti irregolari condotte da ONG. Dopo aver esaminato i recenti tentativi di redigere Codici di condotta, l’articolo conclude con un invito a perseguire la regolazione in una sede istituzionale internazionale.

Abstract: Search and rescue operations conducted by non-governmental organizations (NGOs) have contributed significantly to the prevention of death at sea of irregular migrants crossing the Mediterranean Sea. Notwithstanding this commitment, international law regulates this instance only through general norms, which have not been developed having this situation in mind. The article reconstructs the applicable legal framework that applies to search and rescue operations at sea and evaluates their capacity to apply also to cases of search and rescue of irregular migrants conducted by NGOs. Following the examination of recent efforts to develop Codes of conduct, the article closes with a call to pursue regulation at the international institutional level.

Solidarity, Smuggling and the European Refugee Crisis: Civil Society and its Discontents

di Jennifer Allsopp

 

Abstract: This article considers how civil society actors assisting migrants and refugees over the course of 2015-2017 ‘European refugee crisis’ have been impacted by, and fought against, aspects of the anti-smuggling agenda of the EU and its Member States. It explores how, in resisting accusations of ‘colluding’ with smugglers and of being a ‘pull factor’ for irregular migration, civil society actors have variably framed their right to act as a form of immanent critique, as civil disobedience, or as a principled humanitarian stand against an increasingly nontransparent and militarized EU border apparatus which is justified in the name of countering the organised crime of human smuggling. The article argues that the tension between the communitarian logic of deterrence and exclusion expounded by EU institutions during the crisis on the one hand, and the will to assist and include migrants among a significant part of European civil society on the other, can be understood as part of a fundamental tension in liberal democracy writ large at the EU level.

Abstract: Gli attori della società civile che tra il 2015 e il 2017 hanno fornito assistenza a migranti e rifugiati, durante la cosiddetta “crisi dei rifugiati” in Europa, si sono trovati a dover contrastare o si sono dovuti confrontare con le misure previste a livello europeo e nazionale contro il favoreggiamento del traffico di migranti e con le loro conseguenze. Di fronte alle accuse di “collusione” con gli scafisti o di essere fattori di attrazione per l’immigrazione irregolare, tali attori hanno variamente inteso le proprie condotte come una forma di critica immanente, come disobbedienza civile o come un presidio umanitario di fronte a un apparato dei confini europeo sempre più militarizzato e poco trasparente, giustificato in nome della lotta al crimine organizzato e al traffico di essere umani. L’articolo interpreta le tensioni tra la logica di deterrenza e esclusione, che ha guidato l’azione istituzionale dell’Europa durante la crisi, e la determinazione di parte della società civile a fornire assistenza e includere i migranti come una tensione fondamentale della democrazia liberale che attraversa oggi anche il livello dell’Unione europea.

Le nuove disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale: una (contro)riforma annunciata

di Guido Savio

 

Abstract: Il saggio intende proporre una prima analisi delle principali novità introdotte dalla legge 46/2017, meglio nota come «legge Minniti». La novella è stata subito criticata in riferimento a numerose disposizioni, in particolare con riferimento alla modifica del processo di protezione internazionale ed all’abolizione dell’appello. L’articolo oltre a dare conto di tali critiche, pur nella consapevolezza della recente entrata in vigore e conseguente assenza di giurisprudenza, propone una lettura critica di altre disposizioni, solo apparentemente secondarie, come la riforma del sistema delle notificazioni, la videoconferenza, il non auspicato ritorno in voga della detenzione amministrativa e altre ancora. Le disposizioni disegnano un quadro complessivo di carattere nettamente regressivo quanto alla tutela di migranti e richiedenti asilo.

Abstract: The article presents an initial analysis of the content of the law no.46/2017, so called “Minniti law”. The law has been criticized on several aspects, in particular on the changes to the international protection procedure and on the abolition of the appeal. The article outlines those critical aspects, taking into account the recent entry into force and the lack of case law, and provides a critical overview of other rules, apparently of secondary importance, such as the notifications, the video conferences and the undesired renewed importance of the administration detention, etc. The new rules define a regressive legal framework as regards the protection of migrants and asylum seekers.

La politica europea della migrazione nel periodo 2017-2019: sviluppi e perplessità

di Marco Borraccetti

 
Abstract: Il mandato 2014-2019 della Commissione europea è stato caratterizzato anche dalla cosiddetta crisi dei rifugiati, meglio definibile come una crisi sulla gestione europea della migrazione a causa di limiti di natura politica e/o riconducibili ai rapporti tra gli Stati membri. A fronte di tale situazione, la reazione delle Istituzioni e degli Stati membri è risultata più focalizzata sui controlli di polizia e di frontiera che su di un’efficace organizzazione che andasse incontro tanto alle reali necessità delle persone coinvolte che a quelle degli Stati maggiormente coinvolti.
In tale contesto la Commissione europea ha recentemente pubblicato comunicazioni e proposte su quelle che dovrebbero essere le misure idonee a rendere più gestibile tali situazioni in futuro, oltre che a diminuire la pressione verso lo Spazio Schengen, agendo su quattro assi quali: solidarietà tra Stati; legalità negli accessi; aumento dei rimpatri; sviluppo di una dimensione esterna. Ad essi va aggiunta la proposta di modifica relativa alle regole e procedure che riguardano il ripristino dei controlli di frontiera all’interno dell’area Schengen. Scopo dell’articolo è analizzare posizioni e proposte espresse dalla Commissione e valutarne l’eventuale novità e, con riferimento alla proposta di modifica del Codice frontiere Schengen, l’impatto sul funzionamento dello Spazio Schengen.
 
Abstract: The so-called refugee crisis characterised the Commission mandate 2014-2019. It was, and it still is, more a crisis on the European management of migration, due to the lack of solidarity between the Member States. The Institutions and the Member States faced this crisis more on implementing police and border controls than developing an efficient management of the situation focused on human beings and on the interests of the concerned Member States, as for example the ones on the front line.
The Commission issued recently communications and proposals on how to develop and implement new measures to better manage similar future situation and to guarantee a better management of the Schengen Area. The action would be developed on four axes: solidarity between the Member States; legal routes to the EU; strengthen of the return policy; better development of the external dimension. Furthermore, the Commission issued a new proposal on new rules and procedure about border controls in the Schengen Area. The article aims to analyse those Commission proposals and positions and to evaluate their elements of novelty and impact on the Schengen area.

Riflessioni a margine della «nuova» procedura di accertamento dell’età del minore straniero non accompagnato ai sensi dell’art. 5 della l. 47/2017

di Ester di Napoli

 

Abstract: L’accertamento dell’età del minore straniero non accompagnato costituisce il presupposto essenziale per l’applicazione delle misure volte alla protezione della persona minore di età in quanto tale. La l. 7 aprile 2017, n. 47 recante disposizioni in tema di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati (c.d. «legge Zampa»), in vigore dal 6 maggio 2017, costituisce il primo intervento legislativo, in Italia e in Europa, che disciplina (ora modificando norme già esistenti e codificando principi già acquisiti dal nostro ordinamento, ora formulando nuove regole) tutte le misure protettive riferite ai minori stranieri non accompagnati. La nuova legge contiene una procedura uniforme di accertamento dell’età dei minori che giungono in Italia senza adulti di riferimento, da svolgersi solo in caso di «fondati dubbi» sull’età dichiarata (art. 5). Tale procedimento non si prospetta di semplice applicazione, in considerazione, da un lato, del panorama normativo frammentario in cui viene a collocarsi e che si prefigge di ordinare e, dall’altro, a causa dell’assenza di omogeneità delle prassi sino ad oggi sviluppatesi per l’accertamento dell’età nelle diverse realtà territoriali. Questo lavoro si propone di illustrare le novità apportate dalla l. n. 47/2017 in materia di accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati, di evidenziarne alcune criticità e proporre possibili soluzioni di coordinamento.

Abstract: The age assessment of the unaccompanied minor is an essential condition for the application of measures aimed at protecting the child as such. Law n. 47 of 7 April 2017, laying down provisions on protective measures for unaccompanied minors (so-called «legge Zampa»), in force as from 6 May 2017, is the first regulatory intervention, in Italy and in Europe, dealing with all aspects of unaccompanied minors’ protection (by modifying existing rules, codifying principles already acquired by our legal system, and introducing new rules). This new law contains a uniform age assessment procedure for minors arriving in Italy without adults of reference, that can be carried out only if «serious doubts» arise around the declared age (Article 5). Such procedure might be difficult to enforce in practice as, on the one hand, it lies in a fragmented regulatory landscape and, on the other, the practices developed so far in the territorial realities lack of uniformity. This paper aims at illustrating the innovations of Law n. 47/2017 on age assessment of unaccompanied minors, highlighting some weaknesses and proposing possible co-ordination solutions.

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Sito realizzato con il contributo della Fondazione "Carlo Maria Verardi"

© 2017 Diritto, Immigrazione e Cittadinanza. Tutti i diritti riservati. ISSN 1972-4799
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