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Vie di accesso legale alla protezione internazionale nell’Unione europea: iniziative e (insufficienti) risultati nella politica europea di asilo

di Francesco Luigi Gatta

 

Abstract: Nel contesto dell’attuale dibattito sulle strategie e sulle misure da adottare per una gestione efficace dei flussi migratori, il tema delle vie di accesso legale alla protezione internazionale sta rivestendo crescente attenzione nell’Unione europea. Tuttavia, nonostante le varie iniziative e le discussioni sul punto, i risultati concretamente raggiunti appaiono ancora ampiamenti insufficienti. Gli Stati membri, infatti, si dimostrano nettamente più interessati ad altri profili di politica migratoria, quali la sicurezza interna, la sorveglianza delle frontiere e il rafforzamento del controllo dei confini, con la conseguenza che le opzioni di mobilità legale e sicura a disposizione dei richiedenti protezione internazionale restano ancora estremamente limitate. Tuttavia, pur nella scarsità dei risultati ad oggi ottenuti, l’Unione europea ha comunque posto in essere dei tentativi di apertura di canali legali per accedere alla protezione come, in particolare, il reinsediamento, i Programmi di Sviluppo e Protezione Regionale e i visti umanitari. Nella situazione attuale, l’offerta di opzioni legali di accesso alla protezione resta per lo più affidata ad altri contesti come, in particolare, quello dei singoli Stati membri e delle iniziative dagli stessi individualmente predisposte. In questo senso, i corridoi umanitari attivati dall’Italia e il programma di ammissione umanitaria a favore dei siriani organizzato dall’Irlanda offrono esempi significativi.

Abstract: In the framework of the current debate about the strategies and measures to be adopted in order to effectively deal with the migratory flows, the topic of legal avenues to access international protection is increasingly gaining prominence within the European Union. However, despite several initiatives and discussions, the results in practice appear to be still largely insufficient. Member States, indeed, have proven to be more focused on other aspects of the migration policy, such as internal security, borders surveillance and enhanced controls, with the result that international protection seekers have very few legal and safe mobility options at their disposal. However, although, to date, results are really poor, the European Union has attempted to implement different legal channels for protection purposes, such as resettlement, Regional Development and Protection Programmes and humanitarian visas. In the current situation, the availability of legal mobility options for protection seekers remains connected with other contexts, as, in particular, the one of the Member States and their individual initiatives. Italy’s humanitarian corridors and Ireland’s humanitarian admission programme for Syrians are significant examples in this sense.

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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