Archivio saggi e commenti

Fascicolo n. 2, 2026

Il visto umanitario come strumento di attuazione dell’obbligo internazionale di prevenire il genocidio: il caso dei palestinesi di Gaza

di Alessandra Annoni

Abstract: La chiusura quasi totale della Striscia di Gaza ha posto con urgenza il problema dei canali legali di accesso alla protezione per persone esposte a un rischio estremo. Muovendo dalle richieste presentate al Consolato italiano di Gerusalemme da cittadini palestinesi residenti a Gaza, il contributo esamina se, e in che misura, l’obbligo internazionale di prevenire il genocidio possa incidere sulla discrezionalità dell’Amministrazione nel rilascio di visti a validità territoriale limitata ex art. 25, par. 1, lett. a), del codice dei visti. Dopo aver ricostruito l’approccio della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti umani, entrambe restie a riconoscere un obbligo sovranazionale di rilascio di visti finalizzati all’accesso alla procedura di asilo, l’articolo analizza la prassi italiana e il contrasto giurisprudenziale emerso in seno al Tribunale di Roma. La tesi sostenuta è che l’art. 10, co. 3, Cost. non garantisca un diritto generalizzato all’ingresso, ma che la sua applicazione debba tenere conto degli obblighi internazionali dello Stato. In presenza di un rischio concreto di genocidio e di una relazione qualificata tra il richiedente e l’Italia, l’obbligo di prevenzione può orientare e, nei casi estremi, comprimere la discrezionalità amministrativa nell’esame delle domande di visto umanitario.

Abstract: The closure of Gaza’s borders and the resulting impossibility for most residents to leave the Strip has made the question of legal pathways to protection for persons exposed to an extreme risk of harm particularly urgent. Taking as its starting point the applications submitted to the Italian Consulate in Jerusalem by Palestinian citizens residing in Gaza, this article examines whether, and to what extent, the international obligation to prevent genocide may affect administrative discretion in the issuance of visas with limited territorial validity under Article 25(1)(a) of the Visa Code. After reconstructing the approaches of the Court of Justice of the European Union and the European Court of Human Rights, both reluctant to recognise a supranational obligation to issue visas aimed at enabling access to asylum procedures, the article analyses Italian practice and the conflicting case law that has emerged within the Tribunal of Rome. It argues that Article 10(3) of the Italian Constitution does not guarantee a general right of entry, but must be applied taking into consideration the State’s international obligations. Where there is a serious risk of genocide and a qualified relationship between the applicant and Italy, the duty of prevention may guide and, in extreme cases, constrain administrative discretion in the assessment of humanitarian visa applications.

Il controllo sulla legittimità della lista comune dell’Unione sui paesi di origine sicuri: tra eredità giurisprudenziali più che mai attuali e prospettive di evoluzione

di Marcella Ferri

Abstract: Il contributo mira a esaminare la portata e le modalità del controllo sulla legittimità della designazione dei Paesi di origine sicuri che, in forza del nuovo regolamento procedure, è operata anche a livello comune dell’Unione. Lo scritto evidenzia, innanzitutto, le ragioni per cui i principi che la Corte di giustizia ha elaborato, in vigenza della precedente direttiva procedure, con riguardo al sindacato dei giudici nazionali circa la legittimità della designazione svolta dalle autorità nazionali, mantengono valenza anche nel nuovo quadro normativo. Successivamente, il lavoro indaga la possibilità di configurare uno spazio per un’impugnazione diretta dei privati nei confronti degli atti dell’Unione relativi alla designazione e, in particolare alla sospensione dei Paesi terzi dalla lista comune, nonché avverso l’inerzia della Commissione al riguardo. Particolare attenzione è, infine, dedicata alla funzione che i giudici nazionali assumeranno in relazione al controllo di legittimità della lista comune dell’Unione, sia attraverso la proposizione di un rinvio pregiudiziale di validità alla Corte di giustizia che, laddove ve ne siano i presupposti, tramite la presentazione di una questione di legittimità costituzionale e l’auspicabile promozione di “nuove” forme di dialogo tra le Corti.

Abstract: This article examines the scope and modalities of judicial review of the designation of safe countries of origin carried out at EU level under the new Asylum Procedures Regulation. It first argues that the principles developed by the Court of justice under the previous Asylum Procedures Directive regarding the review by national courts of the legality of designations made by national authorities remain fully applicable under the new legal framework. The article then examines whether individuals may have standing to bring direct actions before the EU Courts against Union acts relating to the designation of safe countries of origin, in particular decisions suspending third countries from the EU common list, as well as against the Commission’s failure to act in this regard. Finally, it examines the role that national courts will play in reviewing the legality of the EU common list, both through the submission of preliminary references on validity to the Court of Justice and, where this is the case, by referring questions of constitutionality to the Italian Constitutional Court, thereby fostering new forms of judicial dialogue between the Courts.

La politica migratoria della Spagna: standard di tutela, recenti riforme e persistenti contraddizioni

di Valentina Faggiani

Abstract: La Spagna è, attualmente, tra gli Stati dell’Ue con maggiore pressione migratoria, rappresentando uno dei principali epicentri. L’incremento dei flussi in entrata è dovuto non solo alle dimensioni massicce assunte da questo fenomeno ma anche alla sua posizione geopolitica, che costituisce un ponte tra l’Europa, l’America Latina e l’Africa. Il presente lavoro, che intende analizzare come la politica migratoria di detto Stato si sta adattando al nuovo contesto, si struttura in quattro parti. Nella prima parte, di carattere introduttivo, si realizza un inquadramento storico. La seconda parte si concentra sul decreto regio 1155/2024, soffermandosi sui canali legali di accesso al territorio, come i visti, e sui meccanismi di regolarizzazione, sia di carattere individuale, attraverso l’istituto dell’arraigo, che rappresenta una particolarità di questo Paese, sia di massa. Di seguito, la terza parte si occupa in modo specifico dei minori stranieri non accompagnati nei contesti di emergenza, che negli ultimi anni hanno interessato Ceuta, Melilla e le Isole Canarie. Infine, nella quarta parte si riflette sull’impatto del patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Il confronto tra il sistema nazionale e il nuovo modello dell’Ue di stampo securitario permetterà di comprendere in che misura i due approcci convergono e se l’implementazione del patto consentirà di eliminare alcune deficienze strutturali del sistema o se, al contrario, la normativa dell’Unione contribuirà a rafforzare determinate criticità a discapito dei diritti dei migranti.

Abstract: Spain is currently one of the EU Member States facing the greatest migratory pressure, representing one of the main epicentres. The increase in incoming flows is due not only to the massive dimension of this phenomenon, but also to the geopolitical position of this country, which acts as a bridge between Europe, Latin America and Africa. This study aims to analyse how Spain is adapting to the new context. It will be structured in four interconnected parts. The first part of an introductory nature will provide a historical framework, analysing the evolution of Spain’s immigration and asylum policy since the constitutional transition. The second part will focus on Royal Decree 1155/2024, examining the legal channels for entry into the territory, such as visas, and the regularisation mechanisms, both individual, through the institution of ‘arraigo’ (rootedness), which is a feature of this country, and mass regularisation. Subsequently, the third part will deal specifically with unaccompanied foreign minors in emergency contexts, which in recent years have affected Ceuta, Melilla and the Canary Islands. Finally, the fourth part will examine the impact of the European Pact on Migration and Asylum. A comparison between the national system and the new security-oriented EU model will allow to understand these two approaches and whether the implementation of the pact will make it possible to eliminate certain structural shortcomings in the system or whether, on the contrary, EU legislation will contribute to exacerbating certain critical issues at the expense of migrants’ rights.

Sicurezza pubblica, intelligenza artificiale e tutela dei migranti

di Salvatore Amato

Abstract: Il contributo analizza l’interazione tra sicurezza pubblica, intelligenza artificiale e tutela dei migranti. Dopo una ricostruzione sistematica della nozione di sicurezza, il contributo tenta di ricomporre la progressiva “securitizzazione” delle politiche migratorie che ha portato alla riconduzione del tema migratorio ad una questione di sicurezza e ordine pubblico e alla normalizzazione di strumenti coercitivi di matrice amministrativa. Si esamina, quindi, il ruolo degli strumenti di IA come supporto alla Pubblica amministrazione – dalla polizia predittiva all’elaborazione di grandi banche dati e sistemi biometrici di identificazione – evidenziandone i vantaggi in termini di efficienza, prevenzione e capacità predittiva nella governance dei flussi migratori. Tuttavia, il contributo sottolinea i profili di criticità legati all’impiego di sistemi di IA nell’ambito della gestione delle migrazioni e della sicurezza pubblica. In tale quadro, il contributo evidenzia la necessità del ruolo dominante del decisore umano in grado di valutare criticamente le proposte algoritmiche.

Abstract: This paper analyses the interaction between public security, artificial intelligence and the protection of migrants. After a systematic reconstruction of the notion of security, the paper attempts to reconstruct the progressive “securitisation” of migration policies, which has led to the migration issue being reduced to a matter of security and public order and to the normalisation of coercive administrative instruments. It then examines the role of AI tools in supporting Public administration – from predictive policing to the development of large databases and biometric identification systems – highlighting their advantages in terms of efficiency, prevention and predictive capacity in the governance of migration flows. However, the contribution highlights the critical issues associated with the use of AI systems in the management of migration and public security. In this context, the contribution highlights the need for the dominant role of human decision-makers capable of critically evaluating algorithmic proposals.

L’evoluzione dell’ordinamento greco in materia di asilo e migrazione: “illegalizzazione” giuridica e laboratorio normativo della governance europea

di Ludovica Mancini

Abstract: L’ordinamento giuridico greco in materia di asilo e migrazione ha conosciuto una profonda evoluzione: dall’assenza di un sistema organico d’asilo alla sua disfunzionalità nel contesto della “crisi dei rifugiati” del 2015, sino alla progressiva configurazione della Grecia quale laboratorio di sperimentazione normativa e giurisprudenziale, capace di influenzare gli stessi sviluppi del diritto dell’Unione europea. Il saggio analizza i principali dispositivi giuridici – fonti normative e procedimenti giudiziari – che, attraverso una crescente convergenza tra diritto dell’immigrazione e diritto penale, incidono sullo status giuridico dei cittadini stranieri, spesso in assenza delle garanzie sostanziali e procedurali proprie dello Stato di diritto. L’articolo esamina inoltre la legal mobilisation delle organizzazioni della società civile attive nella Repubblica ellenica, intesa quale contro-pratica finalizzata a colmare le lacune di tutela dei diritti umani, rafforzare l’accountability dello Stato greco e arginare i fenomeni di regressione dello Stato di diritto. In questo quadro, il caso greco si configura quale paradigma interpretativo delle trasformazioni in atto nel più ampio contesto di entrata in applicazione dei fascicoli legislativi del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.

Abstract: The Greek legal framework governing asylum and migration has undergone a profound transformation: from the absence of a coherent asylum system to its dysfunctionality in the context of the 2015 “refugee crisis”, and subsequently to the gradual emergence of Greece as a laboratory of legal and judicial experimentation capable of shaping the very evolution of European Union law. The article examines the main legal devices – legislative acts and judicial proceedings – through which the increasing convergence between immigration law and criminal law reshapes the legal status of foreign nationals, often in the absence of the substantive and procedural guarantees inherent in the rule of law. Moreover, the article focuses on the forms of legal mobilization undertaken by civil society organisations operating in the Hellenic Republic as a counter-practice aimed at addressing gaps in human rights protection, strengthening the accountability of the Greek state, and countering processes of rule-of-law backsliding. Within this framework, the Greek case emerges as an interpretative paradigm for the transformations currently unfolding in the broader context of the entry into application of the legislative packages of the European Pact on Migration and Asylum.

Rule Of Law, controllo dei flussi migratori e protezione internazionale

di Sara Tonolo

Abstract: Il contributo analizza la crisi della rule of law nel contesto europeo, con particolare riferimento alle sue ripercussioni sulla disciplina della protezione internazionale. Muovendo dal rapporto Liberties Rule of Law 2025 e dalle fonti internazionali rilevanti, lo studio esamina il progressivo deterioramento dei principi dello Stato di diritto in numerosi Paesi dell’Unione europea, con specifica attenzione al caso italiano. L’indagine si estende poi alla dimensione europea, analizzando le criticità del nuovo Patto sull’immigrazione e l’asilo, con particolare riguardo alla disciplina dei Paesi di origine sicuri e alla creazione dei return hubs, che rivelano un preoccupante “doppio standard” tra l’affermazione teorica dei valori fondamentali e la loro concreta attuazione. Vengono infine esaminati il ruolo della Corte europea dei diritti dell’uomo – il cui orientamento più recente appare meno garantista rispetto alle origini – e della Corte di giustizia dell’Unione europea, la cui giurisprudenza in materia di protezione internazionale offre spunti interpretativi significativi per una tutela più efficace dei diritti fondamentali di migranti e richiedenti protezione internazionale.

Abstract: This article examines the crisis of the rule of law in the European context, with particular focus on its impact on asylum procedures. Drawing on the 2025 Liberties Rule of Law Report and key international sources, the study analyses the progressive deterioration of rule of law principles across several EU Member States, with specific attention to Italy. The analysis then extends to the EU dimension, examining the shortcomings of the new Pact on Migration and Asylum, particularly regarding the safe country of origin concept and the establishment of return hubs, which reveal a troubling double standard between the formal assertion of fundamental values and their practical implementation. The article further assesses the role of the European Court of Human Rights – whose recent case law appears less protective than its earlier approach – and that of the Court of Justice of the European Union, whose jurisprudence on international protection provides meaningful interpretive guidance for more effective protection of the fundamental rights of migrants and asylum seekers.

Il legislatore compulsivo alla prova dei dati: un’analisi politico-giuridica delle ultime quattro riforme (in quattro anni) degli ingressi per lavoro in Italia

di Francesco Mason

Abstract: Il contributo analizza, in chiave critica e con un approccio di law in context, le quattro riforme che dal 2022 al 2025 hanno interessato la procedura di ingresso per lavoro subordinato sottoposto a quote (il c.d. “decreto flussi”): il d.l. n. 73/2022, il d.l. n. 20/2023, il d.l. n. 145/2024 e il d.l. n. 146/2025. Attraverso i dati raccolti dalla Campagna Ero straniero per mezzo di richieste di accesso civico, lo scritto ricostruisce gli esiti amministrativi delle singole procedure annuali, misurati attraverso tre indicatori: l’effettiva allocazione delle quote autorizzate, l’efficienza del sistema nel produrre rapporti di lavoro stabili e le concrete possibilità di successo per i datori di lavoro che presentano domanda. L’analisi evidenzia un andamento oscillante del Legislatore, che ha alternato interventi di semplificazione (2022- 2023) a un più recente inasprimento dei controlli amministrativi (2024-2025), senza che nessuna delle riforme abbia inciso in modo significativo sui tassi di successo della procedura, rimasti costantemente bassi e, secondo alcuni indicatori, ulteriormente peggiorati. Il saggio si conclude sostenendo che le revisioni parziali finora adottate non siano risolutive e suggerendo, de iure condendo, l’opportunità di un ripensamento strutturale del sistema, anche attraverso forme di ingresso regolare svincolate da quote e click day.

Abstract: This article critically examines, through a law-in-context approach, the four legislative reforms enacted between 2022 and 2025 affecting Italy’s quota-based work-entry procedure (the so- called “decreto flussi”): Decree-Law No. 73/2022, Decree-Law No. 20/2023, Decree-Law No. 145/2024 and Decree-Law No. 146/2025. Drawing on data obtained by the Ero straniero Campaign through freedom-of-information requests, the article reconstructs the administrative outcomes of each annual procedure, assessed against three indicators: the effective allocation of authorised quotas, the system’s efficiency in generating stable employment relationships, and employers’ realistic chances of success once an application has been filed. The analysis reveals an oscillating legislative pattern, moving from simplification measures (2022-2023) to a more recent tightening of administrative controls (2024- 2025), without any reform meaningfully improving the procedure’s success rates, which have remained persistently low and, on several indicators, have further deteriorated. The article concludes that the incremental amendments adopted so far have failed to resolve the system’s structural shortcomings, and argues, de iure condendo, for a comprehensive rethinking of the institute - including entry pathways no longer dependent on quotas and the “click day” mechanism.

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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