di Ludovica Mancini
Abstract: L’ordinamento giuridico greco in materia di asilo e migrazione ha conosciuto una profonda evoluzione: dall’assenza di un sistema organico d’asilo alla sua disfunzionalità nel contesto della “crisi dei rifugiati” del 2015, sino alla progressiva configurazione della Grecia quale laboratorio di sperimentazione normativa e giurisprudenziale, capace di influenzare gli stessi sviluppi del diritto dell’Unione europea. Il saggio analizza i principali dispositivi giuridici – fonti normative e procedimenti giudiziari – che, attraverso una crescente convergenza tra diritto dell’immigrazione e diritto penale, incidono sullo status giuridico dei cittadini stranieri, spesso in assenza delle garanzie sostanziali e procedurali proprie dello Stato di diritto. L’articolo esamina inoltre la legal mobilisation delle organizzazioni della società civile attive nella Repubblica ellenica, intesa quale contro-pratica finalizzata a colmare le lacune di tutela dei diritti umani, rafforzare l’accountability dello Stato greco e arginare i fenomeni di regressione dello Stato di diritto. In questo quadro, il caso greco si configura quale paradigma interpretativo delle trasformazioni in atto nel più ampio contesto di entrata in applicazione dei fascicoli legislativi del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
Abstract: The Greek legal framework governing asylum and migration has undergone a profound transformation: from the absence of a coherent asylum system to its dysfunctionality in the context of the 2015 “refugee crisis”, and subsequently to the gradual emergence of Greece as a laboratory of legal and judicial experimentation capable of shaping the very evolution of European Union law. The article examines the main legal devices – legislative acts and judicial proceedings – through which the increasing convergence between immigration law and criminal law reshapes the legal status of foreign nationals, often in the absence of the substantive and procedural guarantees inherent in the rule of law. Moreover, the article focuses on the forms of legal mobilization undertaken by civil society organisations operating in the Hellenic Republic as a counter-practice aimed at addressing gaps in human rights protection, strengthening the accountability of the Greek state, and countering processes of rule-of-law backsliding. Within this framework, the Greek case emerges as an interpretative paradigm for the transformations currently unfolding in the broader context of the entry into application of the legislative packages of the European Pact on Migration and Asylum.
Sito realizzato con il contributo della Fondazione "Carlo Maria Verardi"