di Marcella Ferri
Abstract: Il contributo mira a esaminare la portata e le modalità del controllo sulla legittimità della designazione dei Paesi di origine sicuri che, in forza del nuovo regolamento procedure, è operata anche a livello comune dell’Unione. Lo scritto evidenzia, innanzitutto, le ragioni per cui i principi che la Corte di giustizia ha elaborato, in vigenza della precedente direttiva procedure, con riguardo al sindacato dei giudici nazionali circa la legittimità della designazione svolta dalle autorità nazionali, mantengono valenza anche nel nuovo quadro normativo. Successivamente, il lavoro indaga la possibilità di configurare uno spazio per un’impugnazione diretta dei privati nei confronti degli atti dell’Unione relativi alla designazione e, in particolare alla sospensione dei Paesi terzi dalla lista comune, nonché avverso l’inerzia della Commissione al riguardo. Particolare attenzione è, infine, dedicata alla funzione che i giudici nazionali assumeranno in relazione al controllo di legittimità della lista comune dell’Unione, sia attraverso la proposizione di un rinvio pregiudiziale di validità alla Corte di giustizia che, laddove ve ne siano i presupposti, tramite la presentazione di una questione di legittimità costituzionale e l’auspicabile promozione di “nuove” forme di dialogo tra le Corti.
Abstract: This article examines the scope and modalities of judicial review of the designation of safe countries of origin carried out at EU level under the new Asylum Procedures Regulation. It first argues that the principles developed by the Court of justice under the previous Asylum Procedures Directive regarding the review by national courts of the legality of designations made by national authorities remain fully applicable under the new legal framework. The article then examines whether individuals may have standing to bring direct actions before the EU Courts against Union acts relating to the designation of safe countries of origin, in particular decisions suspending third countries from the EU common list, as well as against the Commission’s failure to act in this regard. Finally, it examines the role that national courts will play in reviewing the legality of the EU common list, both through the submission of preliminary references on validity to the Court of Justice and, where this is the case, by referring questions of constitutionality to the Italian Constitutional Court, thereby fostering new forms of judicial dialogue between the Courts.
Sito realizzato con il contributo della Fondazione "Carlo Maria Verardi"