>

Archivio saggi e commenti

La giurisdizione in alto mare: tra universalità tentata e territorialità consumata. (Commento a Cassazione, sez. I, 2 luglio 2021, n. 31652)

di Francesca Curi

Abstract: Con la sentenza in commento la Cassazione afferma la giurisdizione del giudice penale italiano per i reati di cui all’art. 12, co. 1 e seguenti, TUI, ovvero favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e per omicidio volontario plurimo, di cui all’art. 575 c.p., avvenuti in alto mare. Il presupposto normativo è costituito dall’art. 7, co. 1, n. 5, del codice penale, al quale si riconosce natura «autoapplicativa», così come alla Convezione ONU di Palermo contro la criminalità organizzata transnazionale. Tuttavia, non manca il richiamo anche all’art. 6 c.p., là dove si qualificano le condotte come «correlate» a reati commessi sul territorio italiano.

Abstract: With the sentence in question, the Supreme Court affirms the jurisdiction of the Italian criminal judge for the offenses described in Article 12, co. 1 and following, TUI, i.e. aiding and abetting illegal immigration, and for multiple voluntary homicide, as codified in art. 575 of the Criminal Code, which took place in high sea. The regulatory premise is constituted by Article 7, first paragraph, no. 5, of the Criminal Code, which is recognized as «self-applying», as well as the UN Convention in Palermo against transnational organized crime. However, there is also a reference to Article 6 of the Criminal Code, where the conduct is qualified as «related» to crimes committed on Italian territory.

Cerca nel sito

Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter
Please wait

Sito realizzato con il contributo della Fondazione "Carlo Maria Verardi"

© 2017-2021 Diritto, Immigrazione e Cittadinanza. Tutti i diritti riservati. ISSN 1972-4799
via delle Pandette 35, 50127 Firenze