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Fascicolo n.2/2020

Respingimento dello straniero e controlli delle frontiere interne ed esterne nel diritto dell’UE

di Alessia Di Pascale

 

Abstract: Le finalità perseguite sin dall’avvio delle politiche relative ai controlli alle frontiere interne ed esterne nel diritto dell’Unione europea non hanno cessato di influenzarne le logiche e i meccanismi di funzionamento, ponendo in luce un’intrinseca dicotomia tra libertà di circolazione ed esigenze di sicurezza. Il contributo si propone di ricostruire ed analizzare il complesso giuridico afferente all’eliminazione dei controlli alle frontiere interne, anche in relazione al sempre più frequente ricorso ai controlli di polizia, nonché le modalità e i presupposti per l’ingresso alle frontiere esterne, e per l’eventuale respingimento, distinguendo le diverse posizioni giuridiche, anche in relazione alle garanzie di tutela dei diritti fondamentali e in materia di protezione internazionale.

Abstract: The objectives pursued since the inception of the policies on internal and external border controls in European Union law have not ceased to influence their logic and operating mechanisms, highlighting an inherent dichotomy between freedom of movement and security concerns. The aim of this contribution is to reconstruct and analyse the legal complex relating to the elimination of internal border controls, also in relation to the increasingly frequent use of police controls, as well as the methods and conditions for entry at external borders and for possible refusal of entry, distinguishing the different legal positions, also in the light of the guarantees of safeguarding fundamental rights and international protection.

Accesso al diritto di asilo e altri limiti costituzionali al respingimento. Sovranità statale e pericoli di allontanamento dalla Costituzione

di Filippo Scuto

 

Abstract: L’articolo si sofferma sui limiti costituzionali al respingimento e, in particolare, sui limiti derivanti dalla necessità di garantire effettiva tutela al diritto di asilo. Prendendo le mosse da un inquadramento del tema sul piano costituzionale, l’analisi mette in rilievo la portata dei limiti costituzionali al respingimento anche nell’ottica del superamento di una sovranità statale intesa come limite generalizzato agli ingressi dei cittadini stranieri nel territorio italiano. Successivamente, il lavoro affronta la questione dei “porti chiusi” e della relativa disciplina introdotta dal legislatore evidenziandone le criticità, anche alla luce di alcuni recenti interventi da parte del giudice e, in particolare, della Corte di Cassazione. Nel quadro normativo delineato dal TU dell’immigrazione, vengono poi analizzati i limiti al respingimento, le attuali questioni relative alla disciplina del respingimento differito dopo gli ultimi interventi legislativi, nonché il caso dei respingimenti nelle zone di transito dei valichi di frontiera aeroportuali. Le considerazioni conclusive del lavoro si soffermano sui ritardi dell’Unione europea nello sviluppo di una politica comune dell’immigrazione e sul ricorso a politiche di respingimento che si ripercuotono negativamente sulla tutela del diritto di asilo. In questo contesto, sul piano dell’ordinamento italiano, risulta evidente la necessità di un riallineamento della disciplina dei respingimenti e, più in generale, del diritto di asilo, rispetto ai principi costituzionali.

Abstract: The article focuses on the constitutional limits to refoulement, particularly on those deriving from the need to guarantee the right to asylum. Starting from a constitutional framework, the analysis highlights the importance of these constitutional limits also in light of a different approach to State sovereignty wich can’t be considered as a generalized limit to the entry of aliens. The essay deals with the critical issue of “closed harbors” (“porti chiusi”) and its regulation provided by the law, taking in consideration some recent interventions by the judge. The limits to refoulement are also analyzed considering “Testo Unico dell’immigrazione” after the last legislative interventions, as well as the case of refoulement in the international zones of Italian Airports. Finally, the article analyses the problematic aspects of the EU common immigration policy and their impact on the effective protection of right to asylum. In this context, the need for a different regulation of refoulement in the Italian Law is underlined in order to respect Constitutional Principles.

Il caso S.S. and Others v. Italy nel quadro dell’esternalizzazione delle frontiere in Libia: osservazioni sui possibili scenari al vaglio della Corte di Strasburgo

di Anna Fazzini

 

Abstract: Le politiche di esternalizzazione delle frontiere europee implicano diversi aspetti controversi. In particolare, attraverso forme di “delega” dei controlli alle frontiere ai Paesi terzi e la creazione di un sistema di “contenimento indiretto” dei migranti, vi è il rischio che gli Stati europei aggirino i propri obblighi in materia di diritto internazionale, come quelli previsti dalla CEDU. Ciò diventa ancora più preoccupante se si considera il susseguirsi di accordi con Paesi terzi palesemente non sicuri, come la Libia, dove gravi violazioni dei diritti umani sono accertate. Questo contributo si sofferma proprio sulla strategia migratoria inaugurata con il MoU Italia-Libia del 2017 e, all’interno di questo contesto, sul caso S.S. and Others v. Italy, attualmente pendente davanti alla Corte di Strasburgo. L’articolo esplora in primo luogo la questione della responsabilità internazionale dell’Italia per le violazioni dei diritti umani in Libia, conseguenza delle sue politiche di esternalizzazione e successivamente analizza il ricorso, cercando di comprendere a quali possibili scenari la Corte potrebbe dar seguito. Fondamentale sarà esplorare la nozione di giurisdizione ai sensi della CEDU, al fine di comprendere se ‒ e in quali casi ‒ sarebbe possibile affermare la giurisdizione dell’Italia.

Abstract: Policies of externalization of European borders controls raise several controversial issues. In particular, through forms of “delegation” of borders controls to Third Countries and the creation of an “indirect containment” system of migrants, there is a risk that European States may circumvent their obligations under International law, like their obligations under ECHR. This is particularly worrying considering the succession of agreements with patently non-safe third countries, such as Libya, where serious violations of human rights occur. This article focuses precisely on the migratory strategy begun with the MoU Italia-Libya 2017 and, within this framework, on the case S.S. and Others v. Italy, currently pending before the Court of Strasbourg. Beforehand this article explores the issue of the International Responsibility of Italy for the human rights violations occurred in Libya, consequence of its externalization policies. Subsequently it analyses the appeal, trying to understand the possible ways in which the Court may address the matter. It will be fundamental to look into the notion of jurisdiction under ECHR, in order to understand whether ‒ and in which cases ‒ it would be possible to trigger the Italian jurisdiction.

The Constitutional Fallouts of Border Management through Informal and Deformalised External Action: The Case of Italy and the EU

di Elisa Olivito

 

Abstract: Il saggio esamina alcune questioni di diritto dell’Unione europea e di diritto costituzionale italiano concernenti la dichiarazione UE-Turchia del 2016, il Memorandum d’intesa Italia-Libia del 2017 e l’accordo di cooperazione Italia-Niger del 2017. Si vuole evidenziare come nella gestione dell’immigrazione e delle frontiere – a livello europeo e nazionale – il processo di “de-formalizzazione” e “informalizzazione” degli accordi internazionali contribuisca a riportare il diritto dell’immigrazione a un metodo intergovernativo. L’assunto secondo cui i suddetti accordi sarebbero solo atti politici e perciò insindacabili rafforza il contestabile obiettivo di rimuoverli dallo Stato di diritto e dai vincoli costituzionali.
 
Abstract: The essay examines some issues of EU law and Italian constitutional law in relation to the 2016 EU-Turkey Statement, the 2017 Italy-Libya Memorandum of Understanding and the 2017 Italy-Niger Agreement of Cooperation. The Author aims to demonstrate how in the field of migration and border management – both at the EU and national level – the process of “de-formalisation” and “informalisation” of international agreements contributes to bringing migration law back to an intergovernmental method. The assumption that the aforementioned agreements are just unquestionable political acts reinforces the dubious goal to remove them from the rule of law and from constitutional constraints.

Stranieri, procedimento amministrativo e garanzie partecipative

di Annamaria Bonomo

 

Abstract: Il lavoro attraverso l’analisi delle ipotesi di deroga adottate dalla nostra amministrazione come ragioni di esclusione della partecipazione nei procedimenti che interessano soggetti stranieri, si interroga, alla luce dell’art. 21-octies, co. 2, l. n. 241/1990, sull’adeguatezza di una presunzione normativa di vincolatività prevista per la gran parte dei provvedimenti in materia di immigrazione, al fine di misurare gli effetti che tale assunto produce in termini di garanzie partecipative degli stranieri. L’analisi evidenzia come l’adozione di formule standardizzate, confezionate in serie sulla base di parametri rigidi che vincolano il risultato finale, possa rivelarsi inefficace laddove modalità decisionali “su misura” consentirebbero all’amministrazione di modulare più adeguatamente la propria decisione, proprio con riferimento a provvedimenti i cui destinatari si trovano in una condizione di indubbia soggezione nei confronti del potere amministrativo e sono per questo maggiormente vulnerabili.

Abstract: The paper, through the analysis of exemptions applied by our administrative authorities as reasons for omitting the involvement of foreigners in administrative proceedings, enquires, in the light of art. 21-octies law no. 241/1990, on the adequacy of a statutory presumption of binding activity provided for most immigration measures, in order to evaluate the effects that this assumption produces in terms of foreigner’s participation guarantees. The analysis shows that the adoption of standardized formulas, packaged in series on the basis of rigid parameters that bind the final result, can prove ineffective, where “tailored” decision-making methods would allow the administration to better calibrate its decision, precisely with regard to measures whose recipients are in a state of undoubted awe with the administrative power and are therefore more defenceless.

La credibilità del richiedente protezione internazionale tra cultura del sospetto, intuizioni e dilemmi etici. Alcune riflessioni a partire da un’indagine sulle prassi operative delle Commissioni territoriali

di Fabio Quassoli e Cristina Uboldi

 

Abstract: La procedura italiana di richiesta di protezione internazionale prevede che il richiedente venga intervistato da una specifica Commissione territoriale, che ha il compito di esaminare la fondatezza della richiesta d’asilo. Oggetto del nostro articolo è proprio il modus operandi delle Commissioni territoriali. Più precisamente, ci concentreremo sui criteri che informano il processo decisionale, sui saperi e sulle competenze che vengono mobilitate da coloro che ne fanno parte, sulle strategie adottate dai commissari per discernere le singole istanze e sui dilemmi etici che accompagnano l’esercizio delle loro funzioni. Ci basiamo su una ricerca condotta tra il 2012 e il 2014 nel corso della quale abbiamo intervistato 13 componenti di cinque Commissioni territoriali, 6 avvocati specializzati nell’assistenza ai richiedenti asilo, 4 operatori sociali e 9 richiedenti asilo. Come vedremo, nell’attività quotidianamente svolta dalle Commissioni si gioca una partita fondamentale nel governo dei processi migratori e si evidenzia la profonda tensione tra il rispetto del diritto d’asilo e il sospetto sempre più diffuso nei confronti dei richiedenti protezione internazionale.

Abstract: The Italian procedure to apply for international protection requires that the applicant is interviewed by a competent territorial commission which has the task of evaluating the validity of the asylum application. Our article analyses the modus operandi of the territorial commissions. More precisely, we will focus on the criteria that inform the decision-making process, on the knowledge and skills that are mobilized by those who are part of it, on the strategies adopted by the commissioners to discern the individual requests and on the ethical dilemmas that accompany the exercise of their functions. We draw on a research conducted between 2012 and 2014 during which we interviewed 13 members of five territorial commissions, 6 lawyers specialized in assisting asylum seekers, 4 social workers and 9 asylum seekers. As we will see, in the daily activity carried out by the committees a fundamental game is played in the management of migratory processes and the tension between the respect of the right of asylum and the increasingly widespread suspicion towards applicants for international protection is highlighted.

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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