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Fascicolo n. 2/2023

La riforma del processo civile e il diritto degli stranieri

di Filippo Danovi

Abstract: La riforma della giustizia civile attuata con l. n. 206/2021 e d.lgs. n. 149/2022 ha inciso sull’intero comparto della giustizia familiare e minorile, che è stato interamente rinnovato nella consapevolezza del ruolo fondamentale anche sociale spettante agli status della persona e ai diritti dagli stessi derivanti. In particolare, dalla disciplina del nuovo procedimento unitario (artt. 473-bis ss. c.p.c.) si evince che il ruolo del minore deve essere valorizzato ed elevato, nella consapevolezza che lo stesso – nei procedimenti che hanno ad oggetto i suoi diritti e interessi – non soltanto subisce gli effetti dei provvedimenti (ed è quindi sempre parte in senso sostanziale), ma può sovente divenire anche parte in senso processuale. La riforma del processo civile interessa anche il diritto degli stranieri: si segnalano in particolare l’art. 1, comma 36, l. n. 206/2021, in materia di controversie di accertamento dello stato di cittadinanza e l’art. 1, comma 27, l. n. 206/2021, che ha ridisegnato la disciplina dell’art. 403 c.c., sulle forme di intervento dell’autorità di pubblica sicurezza nelle situazioni di grave pregiudizio per il minore. Inoltre, la riforma ha un particolare impatto nei confronti dei minori stranieri, non soltanto poiché questi ultimi saranno interessati dalla prossima riforma ordinamentale (con l’istituzione di un nuovo e unitario Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie), ma anche perché il nuovo rito unitario potrà avere ricadute anche nei loro confronti. Nella molteplicità degli interventi e malgrado la diversità degli stessi, può dunque risultare utile poter individuare alcune linee direttrici che permettano di dare una lettura unitaria alle modifiche introdotte nella sfera del minore (italiano o straniero), nel segno della necessità di garantire maggiore efficienza ed effettività del giudizio nei confronti dei soggetti più fragili.

Abstract: The reform of civil justice implemented by Law 206/2021 and Legislative Decree No. 149/2022 has affected the whole family and juvenile justice sector, which has been entirely renewed in the awareness of the fundamental role, also social, due to the status of the person and the rights deriving from them. In particular, the regulation of the new unitary proceeding (articles 473-bis et seq. of the Code of Civil Procedure) shows that the role of the child must be enhanced and elevated, in the awareness that the children – in proceedings concerning their rights and interests – not only suffer the effects of the measures (and are therefore always a party in the substantive sense), but can often also become a party directly in the procedural sense. The reform of the civil process also affects the law of foreigners: in particular, art. 1, par. 36, l. no. 206/2021, concerning disputes to ascertain citizenship status, and art. 1, paragraph 27, law no. 206/2021, which redesigned the discipline of art. 403 of the Civil Code, on the forms of intervention of the public security authority in situations of serious prejudice to the child. Moreover, the reform has a particular impact on foreign minors, not only because they will be affected by the forthcoming legal reform (with the establishment of a new and unitary Court for persons, minors and families), but also because the new and unitary proceeding may also have repercussions on them. In the multiplicity of interventions and in spite of their diversity, it may therefore be useful to be able to identify some guidelines that allow a unitary reading of the changes introduced in the sphere of the child (Italian or foreign), in the sign of the need to ensure greater efficiency and effectiveness of the judgement towards the most fragile subjects.

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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