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La mancata cooperazione dell’Italia nel caso Almasri davanti alla Corte penale internazionale: tra obblighi internazionali e responsabilità per crimini contro i migranti in Libia

di Chantal Meloni e Maria Crippa

Abstract: Con la decisione del 17 ottobre 2025, la Camera preliminare I della Corte penale internazionale ha accertato la violazione, da parte dell’Italia, degli obblighi di cooperazione previsti dallo Statuto di Roma a seguito della mancata consegna alla Corte di Osama Elmasry Njeem (Almasri), ricercato per crimini internazionali. Dopo aver ricostruito gli elementi essenziali della vicenda, scaturita nella scarcerazione e il rimpatrio in Libia, il lavoro colloca la vicenda nel più ampio contesto delle indagini della Cpi in Libia, con particolare riferimento ai crimini contro detenuti, migranti e rifugiati. Sono quindi esaminate le questioni giuridiche sollevate dalla decisione italiana di non eseguire la richiesta della Corte, con attenzione all’interpretazione della legge di cooperazione n. 237/2012 e alle conseguenze sul piano interno, tra cui il coinvolgimento del Tribunale dei Ministri e il diniego dell’autorizzazione a procedere nei confronti di alcuni membri del Governo. L’analisi si concentra poi sulle responsabilità internazionali dell’Italia per la violazione degli obblighi di cooperazione anche in relazione a un procedimento pendente dinanzi alla Corte EDU, nonchè alla luce dell’ordinanza di rimessione della Corte d’appello di Roma sulla possibile illegittimità costituzionale della normativa. Infine, il contributo offre alcune riflessioni sulle connivenze a livello europeo con le politiche illegali delle autorità libiche.

Abstract: By the decision adopted on 17 October 2025 the Pre-Trial Chamber I of the International Criminal Court, has found that Italy had violated its obligations of cooperation under the Rome Statute following its failure to surrender to the Court Osama Elmasry Njeem (Almasri), who was wanted for international crimes. After reconstructing the events that led to Almasri’s release and return to Libya, the paper places the case within the broader context of the ICC’s investigations in Libya, with particular reference to crimes committed against detainees, migrants and refugees. The legal issues raised by the Italian authorities’ decision not to comply with the Court’s request are examined, focusing on the interpretation of cooperation Law No. 237/2012 and the consequences that followed, including the involvement of the Tribunal of Ministers and the refusal to authorize proceedings against members of the government. The analysis subsequently addresses the international responsibility of Italy also in light of the referral of the State to the Assembly of States Parties to the ICC, a pending case before the ECHR, and the referral order issued by the Rome Court of Appeal concerning the possible unconstitutionality of the relevant national legislation. Finally, the article offers some reflections on the forms of complicity at the European level with the unlawful policies pursued by the Libyan authorities.

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Rubrica di Questione Giustizia & Diritto, Immigrazione e Cittadinanza

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