di Roberto Cherchi
Abstract: Il contributo esamina la sentenza n. 63 del 2026, con cui la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili o infondate le questioni di legittimità costituzionale relative all’art. 3-bis della legge n. 91 del 1992, introdotto dal decreto-legge n. 36/2025 e convertito dalla legge n. 74/2025, che ha limitato la trasmissione della cittadinanza italiana iure sanguinis nei confronti dei discendenti di cittadini italiani nati all’estero. L’autore ricostruisce l’impianto argomentativo della decisione, soffermandosi sul rapporto tra cittadinanza, forma di stato costituzionale di diritto, popolo, territorio e principio di effettività. Particolare attenzione è dedicata alla qualificazione della cittadinanza degli oriundi italiani come cittadinanza «virtuale», non ancora accertata e non consolidata, e al conseguente bilanciamento tra affidamento individuale e interesse pubblico al ripristino di un genuine link con la Repubblica. Il contributo valuta criticamente la tenuta dello scrutinio di proporzionalità, anche nell’ipotesi alternativa in cui si ritenga inciso un affidamento qualificato. In conclusione, l’autore sostiene che il principio del legame effettivo, se può giustificare la limitazione dello ius sanguinis, dovrebbe altresì orientare una riforma inclusiva della cittadinanza, capace di valorizzare lo stabile inserimento sociale, scolastico, lavorativo e culturale degli stranieri nella comunità politica italiana.
Abstract: The article examines judgment no. 63 of 2026, in which the Italian Constitutional Court dismissed the constitutional challenges concerning Article 3-bis of Law no. 91 of 1992, introduced by Decree-Law no. 36 of 2025 and converted into Law no. 74 of 2025, which restricted the transmission of Italian citizenship iure sanguinis to descendants of Italian citizens born abroad. The author reconstructs the reasoning of the Court, focusing on the relationship between citizenship, the constitutional State, the people, territory and the principle of effectiveness. Particular attention is paid to the Court’s qualification of the citizenship of Italian descendants abroad as a form of «virtual» citizenship, not yet ascertained and not consolidated, and to the consequent balancing between individual legitimate expectations and the public interest in restoring a genuine link with the Republic. The article critically assesses the proportionality review, including in the alternative hypothesis in which the new rules are deemed to affect a qualified legitimate expectation. The author concludes that the principle of an effective link, while capable of justifying limitations on iure sanguinis citizenship, should also guide an inclusive reform of citizenship law, aimed at recognising the stable social, educational, professional and cultural integration of foreigners within the Italian political community.
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