di Giulia Perin
Abstract: Il decreto-legge n. 36/2025, convertito con modificazioni dalla legge n. 74 del 2025, ha riformato la disciplina della cittadinanza italiana. Sinora l’attenzione degli interpreti si è concentrata sulle disposizioni che hanno circoscritto il principio della trasmissibilità della cittadinanza alla nascita senza limiti di generazioni. Il contributo si concentra su un diverso tema: le conseguenze della riforma per i minori nati all’estero e residenti in Italia. Prima dell’intervento del legislatore, la principale modalità con cui tali minori acquistavano la cittadinanza italiana era quella prevista dall’art. 14 legge n. 91/1992, che disciplina il cd. co-acquisto della cittadinanza da parte del minore insieme al genitore che si naturalizza. In seguito alla riforma, il numero di minori che riusciranno ad integrare i requisiti previsti da tale fattispecie si è notevolmente ridotto. Le possibili interpretazioni della nuova normativa e le criticità che emergono sul piano costituzionale sono oggetto di approfondimento.
Abstract: Decree-Law No. 36 of 2025, converted with amendments by Law No. 74 of 2025, has reformed the Italian Citizenship Act. So far, scholarly attention has focused on the provisions that have restricted the principle of citizenship transmission at birth without generational limits. This contribution focuses on a different issue: the consequences of the reform for minors born abroad and residing in Italy. Before the legislative intervention, the main mechanism through which such minors could acquire Italian citizenship during childhood was provided by Article 14 of Law No. 91 of 1992, which governs the so-called co-acquisition of citizenship by a minor upon the naturalization of a parent. Following the reform, the number of minors able to meet the requirements set forth by this provision has significantly decreased. The possible interpretations of the new legislation and the constitutional issues it raises are critically examined.
Sito realizzato con il contributo della Fondazione "Carlo Maria Verardi"